LA STORIA DELLA SETTIMANA: ROMA – LIVERPOOL RICORDI ED EMOZIONI.


Olimpico di Roma

 

 A cura di Mino De Iaco
 
Notte prima degli esami.. notte di coppe di campioni, così cantava Antonello Venditti qualche anno dopo la celebre finale disputata all’Olimpico tra Roma e Liverpool. Era il 30 Maggio 1984. L’anno prima, dopo quarant’uno anni di astinenza, la Roma era tornata al titolo tricolore. Il presidente Dino Viola e l’allenatore Nils Liedholm avevano raccolto i frutti di una semina iniziata quattro anni prima. Con il carisma di Falcão, la fantasia di Conti, la potenza di Pruzzo, la leadership di Di Bartolomei e la sicurezza di Tancredi il sogno tricolore era diventato realtà.
 

 

Immergiamoci in quel tempo: il cammino iniziale nella coppa è abbastanza agevole, infatti i giallorossi superano comodamente al primo turno gli svedesi del Goteborg, nel secondo si trovano di fronte i pericolosi bulgari del CSKA Sofia. In Bulgaria, un gol di Falcão ipoteca il passaggio del turno; nel ritorno una rete di Graziani chiude la pratica. Nei quarti la Dinamo Berlino resiste per un’ora all’Olimpico crollando negli ultimi trenta minuti sotto tre reti, che la Roma amministra facilmente in Germania al ritorno, dove subisce un’indolore sconfitta per 2-1. La semifinale contro il Dundee United, all’apparenza facile, si complica: la Roma, priva di Falcão, esce con le ossa rotte dal Tannadice Park, sotto un pesante 2-0. All’Olimpico Pruzzo firma la doppietta che impatta il doppio confronto già nel primo tempo ed è ancora lui, nella ripresa, a procurarsi il rigore che Di Bartolomei trasforma di potenza.

 

La finale è un’occasione irripetibile.

 

 

 

Si gioca allo stadio Olimpico, davanti ad un pubblico che vuole festeggiare la prima coppa campioni proprio in casa loro. Ma la Roma riesce a venire a capo di quella partita. Innanzitutto per l’oggettivo valore del Liverpool, un autentico squadrone di campioni esperti di quel genere di partite decisive. Poi, per la scarsa forma di uomini chiave come Falcão e Cerezo. Infine, prima l’infortunio del bomber Pruzzo, e poi il “gran rifiuto” di battere il penalty da parte di Falcão hanno definitivamente spento i sogni di gloria. Un’astensione che provocherà una insanabile frattura fra il tifo romanista e il campione brasiliano.

 

La partita nei 90 minuti regolamentari è molto equilibrata e termina 1 – 1 con le reti di Neal e Pruzzo, neanche i tempi supplementari rompono l’equilibrio e si va inevitabilmente a i rigori.

 

Sbagliano prima gli inglesi con Nicol. Segna Di Bartolomei; poi Neal. È Conti il primo errore della Roma. Gli inglesi non sbagliano più: vanno in gol Souness, Rush e Kennedy. Dopo Conti, solo Righetti riesce a trasformare. Con l’errore di Graziani e l’ultima rete di Kennedy la Roma lascia al Liverpool la Coppa.

 

Si consuma un vero e proprio dramma sportivo, perdere la coppa in casa propria forse rappresenta il peggior incubo per un tifoso.

 

Quello che poi avviene fuori dallo stadio forse è ancora peggio. Si scatena la caccia al tifoso inglese, nei dintorni dell’Olimpico e, più tardi, per le vie del centro, si scatena una guerriglia fra sostenitori giallorossi e del Liverpool. Il bollettino di questa assurda guerra parla di un ragazzo in coma, di un uomo sotto i ferri, di una trentina di feriti. Una vergogna a tinte internazionali per la città eterna.

 

Stasera la squadra di Di Francesco forse è chiamata a un’impresa ancora più difficile di quella dei ragazzi di Liedholm. Il Liverpool ha vinto l’andata per 5-2  e ribaltare il risultato sarà impresa ardua.

 

Noi, da appassionati di questo meraviglioso sport, chiediamo alla Roma di onorare il calcio italiano con una partita gagliarda e se possibile facendo vedere un bel gioco. Se non dovessero farcela a raggiungere la finale, i giallorossi meriterebbero i complimenti di tutti e sarebbe bello a fine partita stringere la mano ai vincitori.

 

Questo servirebbe da esempio anche ai tifosi e a calmare gli animi di qualche esagitato. Sarebbe uno spot per il calcio.

 

 
In caso invece di impresa facciamo un appello ai tifosi, ai giocatori, all’allenatore, al presidente: festeggiate il giusto, senza tanti eccessi, conservate forze nervose per la finale. Ed un’ultima cortesia: evitiamo tuffi populisti nelle fontane!

 

Fondatore del magazine sportivo ilcalcio24ore.it

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