IL PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA

ALESSANDRO LUCARELLI: CAPITANO VERO

Il nostro personaggio della settimana è il capitano del Parma Alessandro Lucarelli.

Il 18 Maggio del 2014 il Parma conquistava sul campo l’accesso all’Europa League. Fu una vera impresa, considerando che i giocatori, allenatore e dirigenti dell’epoca sapevano già dei problemi finanziari che attanagliavano la società, ma da veri professionisti diedero tutto loro stessi sul campo e conquistarono quella meritata qualificazione. Purtroppo pochi giorni dopo, l’Uefa negò la licenza ai ducali e il Torino prese il loro posto

L’anno dopo i problemi finanziari si accentuarono e i giocatori furono coinvolti inevitabilmente in queste vicende. Il Parma disputò un campionato disastroso che decretò la retrocessione della squadra e poco dopo,  il tribunale dichiarò il fallimento della società. Il Parma venne retrocesso direttamente in serie D.

Tutti i giocatori si trasferirono  in altri club, tranne uno, tranne il capitano storico: Alessandro Lucarelli.

Quella fascia di capitano attorno al braccio, rappresenta l’orgoglio di tutti i tifosi ducali, che insieme ad Alessandro hanno visto coronare un sogno: mai nessuna squadra era scesa in serie D e poi è tornata in Serie A nel giro di tre anni. Ogni stagione una promozione. Dall’inferno al Paradiso in soli tre anni.

In un calcio dove le bandiere cambiano colore anche durante la stagione, va dato atto ad Alessandro di essere rimasto legato a questi colori anche nei momenti più difficili. A 37 anni sarebbe stato molto più semplice farsi da parte. Invece no! Lui quella maglia se la sentiva cucita sulla pelle e insieme alla nuova società ha ricostruito quello spirito che conosciamo bene e che ha portato il Parma negli anni 90 ad essere protagonista in Italia ed in Europa.

Intercettato dai giornalisti pochi giorni dopo la storica promozione Lucarelli ha dichiarato quanto segue:

“Capiremo quello che abbiamo fatto più avanti. Quattro anni fa festeggiavamo una cosa raggiunta sul campo e poi tolta per i problemi in società. Siamo dovuti ripartire, siamo falliti e rinati. Si sono però gettate le basi per essere qui oggi, c’è stato grande supporto da parte della gente e dei tifosi, abbiamo intrapreso un percorso importante. Neanche nei sogni più belli pensavamo di tornare in Serie A in tre anni, io avevo accettato questa sfida per provarci, se me l’avessero detto non ci avrei creduto. Vedevo che l’età avanzava ma riuscivo a rimanere in campo anche se avevo paura di non farcela. Mi ripaga e ci ripaga per quello che abbiamo passato. Godiamoci questo momento. Ho tante cose che mi frullano pe la testa. Ora l’intenzione è quella di smettere, ho compiuto la mia missione che era quella di riportare il Parma in Serie A, ci sono riuscito e cercherò di prendere la decisione migliore insieme al club. Siamo un gruppo unito e straordinario. Tre grazie? Ai tifosi, che non ci hanno mai abbandonato, si sono stretti alla squadra nel periodo peggiore. Un grazie ai compagni in questi tre anni e uno alla mia famiglia, che mi è rimasta vicina sempre, soprattutto nell’anno del fallimento, quando sono stato troppo spesso lontano da casa”.

Alessandro non fare scherzi, non smettere di giocare proprio ora. La serie A ha bisogno di gente come te, non passerai alla storia come il più forte difensore italiano, ma certamente verrai ricordato come tra i capitani più veri e coraggiosi. C’è tempo per appendere gli scarpini al chiodo!

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