LE PAGELLE DELLA JUVENTUS CAMPIONE D’ITALIA 2017/18

Un’altra stagione si è conclusa, con l’ennesimo successo, il 34° nella sua Storia, “36 sul campo” conteggiando i due revocati a cavallo del 2004-2006, ma anche la Coppa Italia, 13esima, di cui 4 consecutive diventando l’unica squadra con 4 doblete di fila, uniti a un gran percorso in Champions League, vera chimera della squadra. Ecco dunque le pagelle della Juventus, riferendosi soltanto al campionato 2017/18:

JUVENTUS: 10
Che dire: ancora una volta, la Vecchia Signora ha fatto la Storia, entrando nella Leggenda. 7 Scudetti di fila, 34 nella storia, miglior difesa e secondo miglior attacco, collezionando il record con più tricolori di fila, ma anche eguagliando clean sheet in stagione, 22 come Milan di Capello e Juventus 2013/14 di Antonio Conte, unica ad aver fatto più punti di questa Juve, a quota 102 contro i 95 di quest’anno. Una vittoria, un ciclo, cominciato 7 anni fa, che forse si chiude con alcuni giocatori, ma la mentalità e la forte dirigenza continueranno a costruire e vincere, motivata anche da squadre come il Napoli che è andato vicino a portare a casa il sogno.

MASSIMILIANO ALLEGRI: 8
È entrato ufficialmente nella Storia, con 5 Scudetti da mister, e anche nei cuori dei tifosi con le 4 coppe nazionali vinte di fila. Tutto magnifico, speciali e bravo anche nel rispondere a critiche, gestire lo spogliatoio e le partenze di ogni anno, oltre all’abilità nel rimanere in tutte le competizioni a marzo, ma con giocatori di quel calibro, giocare in quel modo, in Italia, dove ci sono poche squadre competitive…beh, probabilmente è l’unico tasto dolente: migliorerà il livornese?


PORTIERI
GIANLUIGI BUFFON: 7
Sarebbe 10 per la carriera, per ciò che ha vinto, ma giudicando la stagione, non ha fatto grandi parate, considerando che nei match che contavano, l’attacco ha fatto la differenza, ma anche nell’ultimo anno in A, Gigi non ha demeritato.

WOJCIECH SZCZESNY: 7,5
Probabilmente è stato più decisivo del Capitano: il match contro l’ex squadra Roma del 23 dicembre è stata fondamentale per il campionato, con i miracoli su El Shaarawy e Schick. Ma anche nelle altre partite, quando chiamato in causa, ha dimostrato di poter essere l’erede di Buffon.

CARLO PINSOGLIO: SV
Ha giocato gli ultimi 25 minuti del campionato per permettere allo stadio di applaudire Buffon: ha subito anche un gol, da Alessio Cerci peraltro, alla peggior stagione in carriera


DIFENSORI
MATTIA DE SCIGLIO: 6+
Buona prima stagione per l’ex milanista all’Allianz Stadium, riprendendosi proprio sotto la gestione di Max Allegri, con un buon livello offerto nella parte centrale della stagione prima di crollare nuovamente dal punto di vista fisico.

GIORGIO CHIELLINI: 8
Ennesima grande stagione per il leone livornese, mai così presente come quest’anno, saltando solo l’ultima parte di stagione, quando ormai il tutto era ininfluente: resta uno dei pochi della vecchia guardia, probabilmente per altre due stagioni.

MEHDI BENATIA: 7,5
Il marocchino è stata la vera arma in più della stagione, con Allegri che ha riscoperto l’ex Roma in una versione alla Bonucci nella fase di lancio, ma anche in zona offensiva, come con il gol decisivo proprio contro l’ex squadra. In mezzo però anche le sciocchezze contro il Napoli e purtroppo di Madrid.

ALEX SANDRO: 6
Male: quasi irriconoscibile quest’anno il brasiliano, che perderà anche il Mondiale in un ruolo affollato per il paese verdeoro. Decisivo in poche occasioni e non più sicuro di sé come l’anno scorso: discreto anche nella posizione di ala sinistra. Rimarrà?

ANDREA BARZAGLI: 6,5
È l’emblema dell’esperienza e del lavoro: a 37 anni, il fiorentino ha ancora di fame di vittorie e ne avrà per almeno un altro anno. Andrea quest’anno ha giocato molto meno, avvertendo stanchezza e difficoltà contro i giovani avversari, sopperendo soltanto con esperienza: farà da chioccia ai più giovani?



BENEDIKT HOWEDES: 6
Autore di appena tre spezzoni di gara e anche un gol con la Samp, troppo poco per giudicare e riscattare dallo Schalke 04 il Campione del Mondo 2014.

DANIELE RUGANI: 5,5
Uno dei pochi bocciati della stagione: l’ex Empoli deve giocare. Rischio? Discontinuità e vecchiaia in panchina, senza chance e esperienza, proprio come riscontrato da Allegri: le uscite insicure e i tanti sbagli nei big match svaniranno l’anno prossimo con più sfide nelle gambe?

STEPHAN LICHTSTEINER: 6
Lo svizzero andrà via, forse in Germania, e anche quest’anno è stato un valido soldatino, trasmettendo la mentalità fino alla fine, con il Verona, sbagliando un rigore: il meglio l’ha dato in passato, le energie sono finite. Colui che segnò di testa su lancio di Andrea Pirlo nella prima di sempre allo Stadium, è ormai al capolinea…

CENTROCAMPISTI
MIRALEM PJANIC: 7,5
Il bosniaco ha raggiunto una certa maturità quest’anno, da regista, in un ruolo inedito rispetto a Roma e rispetto al primo anno torinese: intelligenza, assist e gol al servizio della squadra, proprio come le punizioni, su cui ha segnato anche contro l’Hellas Verona

SAMI KHEDIRA: 8,5
Il centrocampista tedesco ha vissuto la miglior stagione in carriera, in particolar modo in Italia, con ben 9 reti in stagione, diventando fondamentale ai fini dello Scudetto, oltre alla grande abilità nel leggere l’azione a centrocampo: ultimo anno in vista?

CLAUDIO MARCHISIO: 6
Il Principino ormai è agli sgoccioli di una carriera gloriosa, ma dopo l’infortunio del 2016, non si è più ripreso e anche quest’anno ha giocato sempre meno partite, senza segnare né entusiasmare: un’altra bandiera andrà via?

BLAISE MATUIDI: 7,5
Il francese è stato un altro capolavoro del duo Marotta-Paratici, facendolo diventare perno del centrocampo a 3 bianconero. Tanta corsa, polmoni e sacrificio a servizio della squadra, tanti gli inserimenti, se solo aggiustasse la mira…

KWADWO ASAMOAH: 7
Da premiare la professionalità e l’intelligenza tattica del ghanese, che nonostante avesse il contratto in scadenza, si è mostrato importante fino alla fine, soprattutto complice la pessima stagione di Alex Sandro. Un giocatore che ha sempre svolto sempre il massimo per la causa torinese, come mostrato quest’anno, lasciando a testa alta una squadra raggiunta nel 2012/13, presentandosi subito con una rasoiata al Napoli nella contestata Supercoppa, prima dei guai fisici. Ora l’Inter, che nonostante sia la squadra rivale, è stata accettata dai tifosi e dal #22 che ha deciso di non rinnovare, sposando la causa nerazzurra: in bocca al lupo.

STEFANO STURARO:5,5
Il soldatino ex Genoa quest’anno ha dimostrato di non essere da Juve, venendo impiegato appena 613 minuti in A, lottando come suo solito, ma concludere senza gol e assist mostra il limite del giocatore arrivato nel 2015: l’ultimo match contro il già retrocesso Hellas Verona è stato emblematico.

RODRIGO BENTANCUR: 6+
L’uruguaiano ha fatto discretamente bene nella prima stagione tra le file di Madama. Pupillo di Allegri, è stato utilizzato molto nel corso della prima parte dell’anno, non demeritando, complice gli infortuni e un caos generale in mezzo al campo. Ha scalzato Marchisio nelle rotazioni di centrocampo, collezionando 948 minuti tra tutte le competizioni nel corso della prima annata bianconera.




ATTACCANTI
JUAN CUADRADO: 7+
Il colombiano è stato ancora fondamentale nelle rotazioni bianconere, sapendosi adattare anche a terzino come ai tempi del Lecce, dimostrandosi fondamentale nel match contro l’Inter, causando l’autogol che ha spianato la strada verso il 7º sigillo di fila. 4 gol e 5 assist in Serie A per il nativo di Medellin che è riuscito a superare anche un infortunio importante all’inguine.

GONZALO GERARDO HIGUAIN: 8,5
Ancora una volta imprescindibile e decisivo per la Vecchia Signora, come mostrato a Napoli, a Milano contro entrambi le fazioni sotto la Madonnina. 16 gol e 2 assist in campionato, di meno rispetto ai 24 dell’anno passato, ma altrettanto importanti uniti a quelli del resto della squadra: a questi, si uniscono i 5 gol in Champions League. Se solo fosse servito di più…

PAULO DYBALA: 8,5
Altro artefice dell’ennesimo tricolore torinese e al terzo anno in bianconero torna a segnare ben 22 reti in campionato: in Champions ha steccato, facendosi anche espellere, ma in campionato la musica è cambiata. Tra triplette, punizioni, rigori e assist ha dato un forte contributo ai suoi e se non avesse attraversato quel brutto momento…

DOUGLAS COSTA: 9
Probabilmente il vero protagonista dello Scudetto, più del Pipita: dopo un avvio a rilento, come tutti i recenti big acquistati dalla Juve, ha cominciato a comprendere il mondo Juve e gli schemi allegrani, svoltato poi nella seconda parte di stagione, sfruttando velocità e freschezza rispetto a compagni ed avversari. Gol e dribbling a servizio della squadra, oltre gli assist, 11 in campionato, 27 in tutta la stagione: a ritmo di samba, Allegri ha vinto lo Scudetto!

MARIO MANDZUKIC: 7
Meno positivo rispetto all’anno scorso ma ugualmente prezioso sulla fascia sinistra prima di essere scalzato dalle doti balistiche e a ritmo di danza del #11 verdeoro. Il croato ha compiuto 32 anni e con appena 5 reti e 2 assist in Serie A quest’anno, probabilmente ha fatto il suo tempo sotto la Mole.

FEDERICO BERNARDESCHI: 7
Il #33 di Carrara ha fatto una buona stagione in quel di Torino, peccato per l’infortunio nel momento di massima tensione della stagione, sia per lui, nel momento in cui la forma aveva raggiunto il top, ma anche per la Juve, che nel derby di Torino era a mezzo servizio in attacco. 4 gol e 4 assist comunque preziosi per colui che faceva “gli stop al contrario appena arrivato” cit….

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