L’EVOLUZIONE DEL CALCIO: DA QUELLO GIOCATO A QUELLO VIRTUALE!

Nel corso degli anni, il calcio ha riscontrato sempre maggior successo, ma con l’avvento delle console e videogame e con la crescita del business accanto al mondo del pallone, lo sport più seguito al mondo, è diventato preda degli adolescenti, entrando diritto dentro casa. Oltre a guardare le partite in tv, grazie ai diritti delle pay-tv che permettono, inoltre, di tenere in piedi il calcio e le squadre attraverso soldi freschi per pagare i contratti milionari, i ragazzi, ma anche i più avanti con l’età, appassionati di calcio, si sono avvicinati sempre più al mondo digitale, ai videogames, sul calcio naturalmente.

Dal 1994 ad oggi, solo la Sony, ha lanciato ben 4 serie di Playstation, con le rispettive console aggiornate, con modelli più avanzati ma della stessa serie, per non parlare di Nintendo e Microsoft, che dopo aver creato un impero con computer e smartphone, anche con le console, ha dato vita ad un duello tra due aziende così potenti ma così agli antipodi per economia e modo di pensare. Nel corso di questi 30 anni, più o meno, quindi dalla nascita del Game Boy in Giappone del 1989, sono usciti tantissimi videogiochi, di ogni genere, dallo sport alla fantascienza, dall’avventura a titoli di film diventati giochi digitali, ma come le statistiche suggeriscono, i titoli di sport, su tutti il calcio, sono i più venduti, con quest’ultimo in cui vi è il duopolio da anni Fifa-Pes, che infiamma i mercati e che garantisce milioni di entrate e la certezza di come il calcio sia il più amato tra le discipline sportive.

I primi titoli calcistici sono nati già negli anni ’80, naturalmente negli USA, dove le possibilità economiche erano migliori e i mercati sicuramente più avanzati e attivi: il primo per console nel 1979 fu NASL Soccer, nato come primo gioco di simulazione calcistica e che venne affiancato un anno dopo da Atari Soccer, con Pelé in copertina, ma questa volta per sale giochi, mentre nel 1983, il gioco migliore all’epoca a livello manageriale, ma non solo, per qualità e livello di gioco, con giocatori e squadre sconosciute, ma con la presenza di ben 9 livelli di difficoltà e la possibilità di sfidare il computer e l’opportunità di vincere un trofeo a seguito di una breve premiazione animata. Uscì per computer, ma il livello di giocabilità era elevato, dando spunto all’uscita dei videogiochi successivi non solo di calcio, dato che la Commodore, pubblicò anche International Basketball e International Tennis, con simile interfaccia, ma dando vita ad un interessante serie di giochi.

I miglioramenti sono avvenuti successivamente, tra gli anni ’80 e ’90, con la comparsa di nuovi videogiochi sul calcio, come Microprose Soccer per gli home computer, con caratteristiche avanzate e tipi di tiri più sofisticati, ripresi parzialmente da Kick Off, serie di giochi nati nel 1989, con Franco Baresi in copertina, con la presenza di diverse caratteristiche realistiche, rendendolo uno dei più popolari insieme a Sensible Soccer, nato nel 1992 e che fino al 1998, ha riscontrato particolare successo, grazie alle squadre modificabili e per la prima volta, il tentativo di inserire una parte manageriale. In seguito, dopo essere stato adottato da Playstation, è stato ripreso per due anni, biennio 2005-2007, da Xbox, per poi scomparire definitivamente.

Sempre per la serie Kick Off, con Dino Dini, autore di videogiochi, nel 2003 fa la sua comparsa Player Manager, per software e mezzi di comunicazione portatili come iOS o Android; gioco di simulazione e manageriale, in modo da gestire e controllare una squadra come un vero e proprio allenatore, una sorta di avo di Football Manager, con quest’ultimo decisamente più fortunato di un videogame con un ultimo aggiornamento risalente al 2013.

Quindi, possiamo dire che Football Manager, prendendo spunto da quello sopra citato, è certamente superiore, con una continuità sul mercato e con rose aggiornate ogni anno, tattiche e tutte le informazioni di cui occorre un manager che si rispetti, l’unica pecca è quella che il gioco in 14 edizioni, sia uscito solo per smartphone e PC, non dando la possibilità agli amanti delle console, di poterlo provare in Tv; chissà che non possa essere una prossima novità del gioco. Infine, nel 1993, la prima edizione del gioco di calcio migliore e più venduto al mondo, Fifa, che in quell’anno esordì come Fifa International Soccer, titolo riservato, successivamente, ai videogiochi di europei e mondiali, usciti in occasione delle manifestazioni riservate alle nazionali. Fino al 2003 Fifa era basato principalmente sulla simulazione, ma con l’uscita di Pro Evolution Soccer, prodotto da Konami, stravolgendo il mondo dei videogiochi riservati al calcio e creando una rivalità contro Fifa, quest’ultima si è dovuta adeguare al nuovo tipo di gioco che fu introdotto da PES, che fino al 2011, era leader sul mercato, ma che con licenze acquistate da Fifa e migliorie apportate nelle modalità e online, PES ha detenuto solo la licenza UEFA e una qualità invidiabile nella somiglianza dei giocatori, ma che non sono bastate a fronteggiare il miglioramento del videogioco rivale.

Videogiochi che dunque nel corso del tempo sono migliorati, diventando sempre più sofisticati e sempre più simili alla realtà, con una intelligenza artificiale in continuo miglioramento e la presenza di giocatori reali, in somiglianza e nomi, che insieme alle licenze, simulano al meglio la realtà grazie ad una grafica, complici console migliori, in costante rinnovamento. Infine, le diverse modalità presenti all’interno dei videogiochi, su tutti Fifa, con una vasta varietà che ne fa il miglior videogioco, che nel corso degli anni, ha dato vita a qualcosa di inedito:Fifa Street, simulando il gioco per strada, con ls presenza di grandi campioni e con regole diverse dal solito, è uscito per pochi anni, ma è stata un’interessante soluzione portata avanti da Fifa.

Il passato, cioè da 30 anni a questa parte, è stato un periodo di introduzione alla materia e di uno sviluppo continuo dei videogiochi; il presente ci riserva una grafica quasi reale e straordinari scenari, il futuro invece non può che essere roseo, per via di continui miglioramenti, aggiornamenti e l’uscita di console super moderne; ed in ottica Olimpiadi 2024 a Parigi, occhio ad una possibile introduzione dei videogiochi tra le discipline, che una nuova era abbia inizio? Al momento non è dato saperlo, ma una cosa è certa: il futuro è virtuale!

Mattia Esposito

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