Insulti Juventus Under 15: un problema italiano da risolvere…

IL CASO- Nella semifinale Scudetto delle selezioni Under 15 ha visto protagonista i ragazzini della Juventus, in negativo e in positivo: i bianconeri hanno conquistato la finale grazie al 3-0 sul Napoli, ma dopo il match, è accaduto qualcosa di inaudito negli spogliatoi. Ancora una volta, la discriminazione territoriale è il principale interprete dello sport più bello al mondo, che spesso ricade nell’odio tra tifosi che non hanno a che fare con la disciplina bensì con ignoranza ed una concezione medievale.
Negli spogliatoi bianconeri infatti, il giovane Luciano Pisapia ha postato un video nel quale, ad un certo punto, il ritornello che ha accompagnato il Napoli durante tutta la stagione, “abbiamo un sogno nel cuore, Napoli torna Campione“, si è trasformato ben presto in “abbiamo un sogno nel cuore, Napoli usa il sapone“. 
La Juventus si è subito distaccata, decidendo di prendere posizione e trovare una soluzione: 

Successivamente sono arrivate anche le scuse da parte del giovane calciatore della Juve, ma il fatto grave resta, tanto che sono stati presi anche dei provvedimenti formativi per sensibilizzare i giovani su tale argomento:

Con un comunicato ufficiale la FGIC ha reso noto gli esiti dell’incontro con i vertici della Juventus dopo quanto accaduto negli spogliatoi dello stadio di San Mauro Pascoli (FC). In relazione ai cori dei giovani giocatori bianconeri contro il Napoli, le parti hanno varato “per i ragazzi della formazione Under 15 bianconera un percorso formativo, che inizierà immediatamente nei giorni successivi alla gara in questione, sulle tematiche del rispetto dell’avversario e del corretto uso degli strumenti digitali». Nella nota si precisa che la Juventus “ha manifestato la più ampia disponibilità nel censurare l’evento, valutando anche la possibilità di ritirare la  compagine Under 15, resasi responsabile di questa vicenda, cosa che però inevitabilmente comprometterebbe il regolare svolgimento del campionato. La vicenda è stata segnalata dal Presidente del SGS Vito Tisci agli organi inquirenti federali per l’accertamento di eventuali violazioni delle normative vigenti – continua il comunicato – Il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC e la Juventus auspicano che tali intemperanze non si manifestino più e invitano i media al rispetto della tutela di tutte le parti interessate, inclusi i minorenni purtroppo protagonisti di questa vicenda.”

MOTIVI- Purtroppo, non è la prima volta che succede che il popolo partenopeo venga insultato, ma nella fattispecie, si tratta di un caso più unico che raro, si spera l’ultimo, avvenuto tra le selezioni giovanili. Un problema che spesso si è riscontrato sugli spalti, tra i tifosi, raramente negli spogliatoi delle squadre, ma quanto accaduto nella semifinale Scudetto è stato inqualificabile e inaudito, come lo stesso Giovanni Malagò ha dichiarato per criticare fortemente quanto accaduto. Uno spiacevole avvenimento, che divide ancora l’Italia, che già geograficamente ha una forma e una posizione, anche per via degli eventi storici, che pone Nord e Sud in due posizioni differenti e spesso in contrasto. Un odio territoriale e un disprezzo importante, inspiegabile se si pensa che si è accomunati dalle stesse origini e bandiere.
Quanto avvenuto nella provincia di Forlì-Cesena però, fa riflettere riguardo l’attitudine dei giovani che la pensano come gli stessi tifosi che sono sugli stadi e magari sono gli stessi genitori di questi ragazzini, vittime anch’essi delle influenze dei genitori e di un’educazione basata sulla discriminazione di una popolazione di un’altra regione.

PRECEDENTI- Ormai è una sorta di moda, in voga da qualche anno sugli stadi, cosa che avviene, naturalmente, soltanto in Italia. Non si tratta solo di discriminazione territoriale, con cori come “lavali con il fuoco (riferito al Vesuvio)” che si riferiscono a Napoli, ma anche di insulti ai defunti, come quanto accaduto a Roma con il fattaccio riguardante Anna Frank o qualche anno fa a Verona con Padre Pio. Questi sono solo alcuni esempi, ed il fatto ancor più grave è che ciò avviene anche stesso nel meridione o all’interno delle stesse città, come avvenuto l’anno scorso con i cori del Crotone contro Napoli, oppure le stesse differenze tra le varie zone, borghesi o periferiche della stessa città. Un odio incredibile, all’interno della stessa nazione, in cui si potrebbe vivere senza differenze e considerazioni negative dei connazionali. 
Dunque, quando si parla di razzismo nei confronti dei migranti o di persone di altre nazioni, non bisogna meravigliarsi considerando l’odio interno che talvolta non viene reso noto anche all’estero, disegnando magari l’Italia come un paese che non accetta gli stranieri. Qualcosa di profondo, che proviene da lontano, sin dalla nascita dell’Unità d’Italia e delle reciproche colpe si attribuiscono Nord e Sud.

SOLUZIONI- Dunque, vanno trovate delle soluzioni proprio per sensibilizzare tutti e convincere dell’inesistenza di diseguaglianze. Un odio che va cessato, sin dalle famiglie, che deve arginare un’eventuale intenzione di discriminazione, così come la scuola, attraverso la storia e l’educazione civica, oltre ai politici e personaggi famosi idolatrati dai giovani e spesso imitati. Un importante legame e connessione tra le fondamentali parti alla base della concezione di patria e unità ai giovani italiani. Progetti come quello promosso dalla federazione sono ottimi ed utili, dunque ben vengano, proprio per aiutare a far diventare l’Italia un paese di eccellenza e civiltà…

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