181 euro al minuto per un calcio al pallone!

Quando 181 erano i minuti in cui si davano i calci al pallone

 

​Messi guadagnerà 181 euro al minuto, noi giocavamo per strada 181 minuti al giorno. 

Ecco partiamo da questo paragone per cercare di capire di come sia stato possibile trasformare  il gioco più bello del mondo in un’azienda invece capace di produrre un business d’affari smisurato  dove il calciatore  viene visto dalla gente più come un veicolo pubblicitario e non più come un’atleta innamorato dello sport.

Di solito ci si innamora dello sport da piccoli quando ancora non si conosce fino in fondo il valore del denaro.

La mente e il cuore fanno un tuffo nel passato e mi vengono in mente le partite improvvisate con gli amici quando ci si ritrovava.

Ci siamo passati un po’ tutti in quegli anni in cui bastava un pallone e tutto cambiava. Un piccolo spiazzale diventava un campo, un portone una porta. Ci si trovava in tanti e partiva un torneo infinito. La traversa era alta quanto il ragazzo che stava in porta, c’era sempre un coraggioso che recuperava il pallone quando andava sotto una macchina o in un cortile recintato; la partita durava ore, tante ore (almeno 181 minuti) e finiva quando chi aveva portato il pallone doveva ritornare a casa. E quando si faceva rientro, le nostre mamme dopo il rimprovero quotidiano erano pronte a medicarci le ferite di un ginocchio sbucciato. Erano ferite che non facevano male, erano trofei da esibire con orgoglio. Erano il nostro ingaggio​.

Ogni pomeriggio era un sogno, una magia che si ripeteva in continuazione.E non c’era mai niente di banale, perché la nostra fantasia ogni giorno ci permetteva di dare vita a qualcosa di nuovo.

Spesso ci dimentichiamo che bisognerebbe “pensare” al “calcio” nel suo significato più profondo, più vero: quello della passione che prevale sugli interessi.

Ora tutti i ragazzi  ammirano Messi perché come calciatore rappresenta l’essenza dello sport. Le sue giocate fanno innamorare migliaia di loro, che sognano  ad occhi aperti e sperano un giorno di diventare come lui .

Ma il dubbio e la paura che ci assale è quella che quando ora un ragazzo pensa a Messi gli vengono in mente più i 181 al minuto che guadagna rispetto alla passione che anche Lionel aveva da piccolo senza immaginare i suoi futuri guadagni.

Questi 181 euro al minuto hanno inflazionato i sogni di tutta questa generazione che è più attratta dal denaro che dalla voglia di sognare e rincorrere un pallone in mezzo alla strada.

Il denaro rappresenta certamente una componente importante nella vita, e anche nello sport ha la sua importanza. Ma se diventa l’unico motore che spinge un ragazzo a dare dei calci ad un pallone allora non lo chiamiamo più sport.

La passione per il calcio non deve avere prezzo. Almeno quando si è piccoli. Lasciateci sognare. I sogni non hanno prezzo!

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