CR7: ma veramente è l’affare del secolo?

Ci guadagna la società. Ci guadagna il giocatore! e chi paga?

E’ tutto vero CR7 è sbarcarto in Italia. Tutti ne danno il lieto annuncio, tv, giornali, social, tifosi. Ma è tutto oro quello che luccica?

Sicuramente l’affare del secolo lo fa la Juve che si porta a casa il giocatore più forte del mondo e lo inserisce in una squadra che ha dominato gli ultimi sette campionati. L’affare lo fa Cristiano Ronaldo che dopo aver conquistato il mercato inglese e quello spagnolo vende la sua immagine anche in Italia. E a giudicare dalle magliette vendute con il suo nome all’annuncio del suo arrivo sotto la mole, già si può intuire della bontà della scelta fatta dall’asso portoghese.

Ma siamo proprio certi che l’arrivo di Cr7 in Italia porti solo benefici? Per juve e giocatore i vantaggi sono oggettivamente notevoli. La società può finalmente ambire a vincere quella coppa europea che da tanti anni insegue, mentre il giocatore può trovare nuovi stimoli cercando di vincere un’ennesima coppa. Ma c’è anche un rovescio della medaglia e riguarda soprattutto la competitività del nostro campionato. Infatti, ironia della sorte, proprio nel giorno in cui la Juventus presentava il suo fenomeno venivano emesse sentenze che dichiaravano il fallimento di diverse società anche con un passato glorioso in serie A.

L’arrivo di Cr7 in Italia poi inevitabilmente aumenterà il divario tecnico che vi è tra la Juventus e le altre presunte big del campionato. Dimentichiamoci la famosa serie A delle 7 sorelle, anche il nostro campionato sta diventando come il campionato francese o tedesco dove vi è una sola società che domina e le altre hanno solo il ruolo di comprimarie. Questo scenario rischia di far calare l’interesse e anche il tifoso più appassionato con il tempo potrebbe stancarsi di assistere ad uno spettacolo dove il finale è già scritto.

Chiaramente la Juventus in questo non ha colpe, la società con la sua dirigenza fa i propri interessi.

Il problema è che il sistema calcio sembra non contemplare più realtà piccole, che magari non portano tanti guadagni. Il sistema  ha bisogno di grandi numeri e grandi volumi d’affari. Chi non riesce a produrli non solo non può lottare per vincere ma è addirittura destinato a scomparire. Oramai il calcio non è più uno sport, è un business dove i più forti, chi ha più soldi abbinati ad idee vincenti, ha la meglio. Non c’è più spazio per i sogni. Tutto ha un prezzo. Cr7 insegna.

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