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Napoli, questione stadio: storia di una situazione paradossale

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Stadio San Paolo-Napoli, un binomio che non ha a che fare soltanto con la casa dei successi partenopei, ma anche con una storia paradossale, nata qualche anno fa ed esplosa negli ultimi giorni.
La conclusione, al momento, sembra, la rottura totale tra il numero 1 della città Luigi De Magistris, da sempre accanito tifoso del Napoli e onnipresente in tribuna accanto al Presidente, e lo stesso Aurelio De Laurentiis. Il motivo? Presto detto: mancato accordo tra le parti per l’affitto dello stadio, pagato comunque dal numero 1 azzurro per permettere di giocare la prima in casa contro il Milan, vinta in rimonta 3-2. Questa è stata solo l’ultima delle ragioni del caos nato attorno al caso San Paolo: ecco tutti i retroscena e le tappe, con possibili conseguenze, di una vicenda surreale.

UNA STORIA LUNGA 5 ANNI- La questione stadio, a Napoli, è da sempre molto accesa, complice una gestione comunale imbarazzante, sfociata in un’ammontare di debiti spropositata, tirata in ballo anche nel caos San Paolo e incrementata dal doppio mandato del sindaco ex magistrato.
Tornata nell’Europa che conta, nella stagione 2011/12, i partenopei hanno dovuto apportare delle modifiche allo stadio, in regola con le leggi UEFA riguardo il maxischermo, che maxischermo non è, fino alla questione seggiolini in tribuna e la questione bagni ancora obsoleti. Poi, i tornelli, che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: ADL ha rivendicato la mancanza di aiuto, in termini di fondi, da parte del Comune di Napoli, che avrebbe dovuto versare 2,4 milioni di euro, già anticipati dal produttore cinematografico.
A questo proposito, il Comune ha risposto chiedendo il 10% dei ricavi, cosa mai fatta finora, creando una rottura definitiva con vari comunicati da entrambe le parti. Riguardo i fondi stanziati invece, attualmente utilizzati per il rifacimento della pista d’atletica e di altre zone dello stadio in vista delle Universiadi 2019 e motivo di ritardo nella gestione match casalinghi, ecco le parole del classe ’49 verso Attilio Auricchio, capo gabinetto del Comune di Napoli: “Sono abituato alle bugie di Auricchio. Aveva detto di avere a disposizione 25 milioni di euro per i lavori un anno fa sapendo del dissesto finanziario del Comune. Il credito sportivo non finanzia un Comune in dissesto. Ho dovuto convincere il presidente della Regione De Luca, che stimo molto, a dare i soldi che mancavano per completare le opere. Auricchio ci consegnerà lo stadio, ma in quali condizioni? Mi deve spiegare perché da 8 anni il San Paolo è un cesso sempre più cesso.”

CONSEGUENZE- I rapporti tra il presidente azzurro e il sindaco di Napoli sono ormai ai minimi storici a causa delle condizioni del San Paolo e il #1 della città ha deciso: “Dopo i reiterati e offensivi attacchi alla città ed ai napoletani, ho deciso di non sedermi più accanto a De Laurentiis.” La sua presenza è mancata contro il Milan nonostante fosse stato invitato dagli ultras della Curva B, ma domenica era a Soverato, dov’è stato visto in un bar insieme ad altri tifosi partenopei: “Ringrazio gli ultras della Curva B che mi hanno invitato a vedere Napoli-Milan con loro, ma sarò fuori e verrò in curva dalla prossima in casa contro la Fiorentina.” Il rapporto tra i due è definitiva: dopo la sosta nazionali, sarà curioso capire se il sindaco sarà in curva contro la squadra viola. Dunque, ecco la risposta del club partenopeo con un lungo comunicato: “C’è una sola persona che conduce “reiterati ed offensivi attacchi alla città e ai napoletani”, ed è, purtroppo, il suo sindaco, il quale, anziché provare a rimediare agli innumerevoli disastri amministrativi della sua gestione (dal sudiciume di una città invasa dai rifiuti alla incapacità di vendere i beni pregiati del patrimonio disponibile – salvo consentire alla partecipata Mostra d’Oltremare di svendere l’Arena Flegrea -; dal disastro dei trasporti pubblici, perpetrato al cospetto di turisti inorriditi da un simile livello di inefficienza, alla incapacità di chiudere i cantieri, come il recente caso di via Marina dimostra con irrefutabile e imbarazzante evidenza; e si potrebbe continuare a lungo), trova il tempo per polemizzare, con querula civetteria, con il presidente della Società Sportiva Calcio Napoli, strizzando l’occhio alla sedicente curva B, espressione usurpata in deliranti comunicati da frange opache e discusse della tifoseria, da cui la società ha da tempo preso le distanze e che certamente non rappresentano i tantissimi tifosi per bene e corretti che affollano lo stadio, compresa detta curva, a sostegno della squadra.
Il sindaco di Napoli mette in pratica una tecnica collaudata: per nascondere inadempienze, ritardi e omissioni imputabili alla sua cattiva amministrazione anche sul tema dello stadio (basti pensare al caso dei seggiolini, che tre anni fa un Comune in sostanziale dissesto millantava di realizzare con il fantomatico ricorso al Credito Sportivo, salvo essere con ignominia sbugiardato dai fatti e costringere il Napoli a indicare ogni anno cautelativamente lo stadio palermitano per iscriversi al campionato e disputare le partite di coppa), prova a spostare l’attenzione e a fomentare critiche e dissenso verso la società e il suo presidente, creando divisioni forzate e artificiose che certamente non contemplano, tra gli obiettivi, il bene della squadra e il suo successo.
Il presidente del Napoli – è chiaro a tutti, tranne a chi sia in malafede – non ha affatto attaccato la città e i napoletani, come l’egolatria del primo cittadino lo spinge a dire. Del resto, perché mai dovrebbe? Il presidente, com’è suo diritto – e, anzi, com’è suo dovere, a tutela proprio della società, della città e dei tifosi del Napoli –, ha ripetutamente criticato una pessima gestione amministrativa, soprattutto sul tema dello stadio, che, caso unico in Italia, da anni versa – per esclusiva responsabilità del sindaco e dei suoi collaboratori – in una situazione di umiliante degrado, creando alla società e alla città un enorme danno di immagine (quando bisognerà ospitare squadre europee blasonate e prestigiose, abituate a impianti di assoluta eccellenza, sarà inevitabile provare un sentimento di profonda vergogna per le condizioni dell’impianto comunale). Solo per l’intervento della Regione e del presidente De Luca sarà possibile sostituire, così come prescrive la normativa Uefa, i seggiolini del San Paolo, cosa che non solo il Comune non ha fatto, ma, in un ridicolo impeto di inconcludente esaltazione, ha impedito di fare al Calcio Napoli. Per il resto, non si sa ancora con certezza quali lavori saranno fatti, con quali tempi, con quali soldi, il che impedisce alla società perfino di programmare la vendita degli abbonamenti.
È ugualmente chiaro a tutti – tranne a chi riduca la politica a piccole beghe di cortile o a prosopopeica e inconcludente autocelebrazione – qual è il risultato concreto (non le chiacchiere) del lavoro svolto dal presidente De Laurentiis nel territorio della città: l’attività svolta dal Napoli genera interesse nazionale e internazionale, crea posti di lavoro, produce un’economia indotta rilevante, semina i principii sani dello sport nelle nuove generazioni e molto altro.
La pulsione populistica del sindaco e del suo assessore al ramo giunge al punto di additare l’obiettivo societario di conseguimento di utili come una “macchia” di cui avere vergogna. In disparte l’ovvio rilievo che, se sapessero generare lui e la sua giunta utili nella gestione comunale, potrebbero forse assicurare almeno qualche servizio decente, l’uno e l’altro mostrano chiaramente, con questo tipo di argomenti, di ignorare due cose: la prima è che l’obiettivo di fare utili è posto dalla legge e dagli stringenti regolamenti che governano il calcio di oggi; la seconda è che gli utili realizzati sono stati tutti reinvestiti fino all’ultimo centesimo per fortificare il club. Ciò a conferma di quanto il Presidente tenga alla città di Napoli, ai Napoletani e ai tifosi “veri”. Insomma, parole in libertà, quelle del sindaco: stucchevoli, inconcludenti, inutili. Sesquipedalia verba, avrebbe detto Orazio. Le ultime, ci si augura; sperando in un soprassalto di lucidità e di dignità. Per il bene di Napoli e del Napoli, che – sempre a parole – dichiara di amare.”

GLI UNICI A PERDERE: I TIFOSI- Un conflitto totale che manifesta come siano slegati i rapporti tra città e club, in cui l’interesse e il parere della gente che segue lo sport più bello del mondo, non conta. Ormai sono solo comunicati ed attacchi a vicenda a rendere note il proseguo della questione: il sindaco è difeso dal comune, dalla Confapi in favore anche del Comune e dei suoi dipendenti, mentre ADL si ritrova solo, contro tutto e tutti, anche la tifoseria, che è davvero l’unica sconfitta della “partita”, già ferita dalla questione abbonamenti. Infatti, lo scorso 9 agosto, il Napoli ha emesso un comunicato: “Tuttavia, nonostante l’inizio delle Universiadi sia prevista per l’estate 2019, alla SSC Napoli non è stato comunicato né il cronoprogramma dei lavori (non sono note né la data di inizio degli interventi, né la durata degli stessi), né, tantomeno, il progetto che le competenti amministrazioni intendono realizzare. A causa del totale stato di incertezza descritto, al fine di evitare disagi ai tifosi, la SSC Napoli ha ritenuto opportuno non avviare la Campagna Abbonamenti per la stagione 2018/2019.” Il Napoli ha pensato bene di ovviare alla drastica decisione con un intervento che potrà, quantomeno, risollevare l’animo a chi negli ultimi anni si è sempre abbonato per seguire la propria squadra del cuore al San Paolo. Un’altra parte del comunciato, infatti, cita: “La SSC Napoli garantirà agli abbonati della stagione 2017/2018 il diritto di precedenza sull’acquisto del biglietto di ogni singolo evento sia di Campionato che di Coppa Italia che di tutte le competizioni UEFA, non necessariamente nello stesso posto della precedente stagione, in relazione ai lavori che saranno effettuati nello stadio. Le modalità saranno comunicate di volta in volta attraverso i canali ufficiali della SSCN”. E poi ancora, per i possessori di Fidelity Card: “Tutti i possessori di Voucher Elettronico 2017/2018, potranno usufruire del diritto di precedenza esclusivamente presso i Punti Plus, il cui elenco è presente sul sito.”
Il popolo è in rivolta, contro il presidente che si è manifestato in maniera negativa durante tutta l’estate con sbotti continui, dal mercato alla questione stadio, definito fallimentare: la curva ha protestato e alzato la voce nel match con i rossoneri. Chi sarà il Masaniello della situazione per risolvere questa situazione paradossale?

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