Anche stanotte, si è fatta la Storia! Contro Juan Martin Del Potro e il suo pubblico da stadio di calcio argentino, Novak Djokovic torna in top 3 rubando il posto al sudamericano grazie alla vittoria di stasera agli US Open 2018 in 3 set: 6-3 7-6 (4) 6-3 il risultato finale in 3 ore e 19 minuti. Con questo successo, sono 3 i trionfi newyorkesi, su 8 finali, ben 14, invece, i Major, raggiungendo l’idolo Pete Sampras che 15 anni fa vinse a Flushing Meadows l’ultimo Slam: su 23 finali, Nole si conferma un leone affamato, confermandosi dietro Rafael Nadal e le sue 24 finali con 17 titoli e Roger Federer con 30 finali e 20 trofei.
Un dominio incredibile quello odierno da parte del tennista balcanico, che l’anno scorso non aveva partecipato causa infortunio: 12 mesi dopo, la sua parabola è straordinaria, dato che nel giro di due mesi ha vinto contro ogni pronostico Wimbledon, Cincinnati e US Open con una fame e una cattiveria agonistica ritrovata, proprio come il Nole del 2015-16, l’anno della rinascita del gigante di Tandil. Infatti, Juan Martin Del Potro, alle Olimpiadi 2016 di Rio de Janeiro rientrava da #1045 a febbraio e al primo turno batté uno scarico Nole, terminando entrambi in lacrime per gioia e rimpianto: proprio come stasera, solo in versi opposti.
Per Palito c’è la rabbia di non aver potuto farci nulla contro un giocatore ritrovato come il classe ’87: la mancanza di vincere un altro Major, il secondo sempre a NY, dove 9 anni fa dominò Roger Federer. Il 19° confronto con il serbo non è andato certo bene, con Nole avanti 15-4 negli h2h, confermandosi bestia nera dell’argentino, contro cui già aveva perso due volte nella Grande Mela.
Il tennista numero 4 al mondo conclude il torneo con 4 set persi all’attivo: uno perso al tie-break con John Isner e altri 3 quest’oggi, con leggeri rimpianti, soprattutto dopo aver superato indenne gente come Borna Coric, Fernando Verdasco e il favorito Rafael Nadal. Infatti, nel primo set c’è stato uno strappo decisivo che ha consegnato il parziale a Nole, che nel secondo ha subito un certo calo derivato dal rumoroso pubblico e da varie interruzioni per la pioggia che penetrava dal tetto sotto il cielo freddo newyorkese. 
La rimonta pazzesca del secondo parziale grida ancora vendetta, soprattutto per aver perso il set al tie-break, dove si è fatto recuperare e dunque perdere il set: pur allungando il match il più possibile, il fisico non ha più retto, e al primo doppio fallo, nel set decisivo, un freddo Nole ha ancora una volta vinto contro tutti, in quasi 3 ore e mezza di gioco.
Djokovic 
termina il torneo con appena due set persi, nei turni di rodaggio contro Marton Fucsovics e Tennys Sandgren, per poi dominare fino alla semifinale Kei Nishikori: da domani sarà nuovamente numero 3 al mondo, con 71 titoli in bacheca e a sensazione che possa infastidire di nuovo il Fedal. Delpo, con Murray, Wawrinka e Cilic invece si conferma uno degli outsider che può dare un senso negli Slam: intanto, The Djoker is come back…

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