After Day Arsenal – Watford; interviste di Alberto e Ilario al direttivo degli Italian Gooners

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Domenica mattina in un pub del Borough londinese di Camden Town, Io e Ilario abbiamo incontrato alcuni iscritti del Club Italian Gooners. Si tratta del club ufficiale dei supporters dell’Arsenal. Un club composto non solo da tifosi di una delle squadre piu’ titolate della Premier League, ma anche da uomini a cui piace aiutare le persone in difficolta’. Infatti il club non si limita solo a sostenere la squadra allo stadio Emirates, ma organizza anche eventi a scopi benefici.

Oltre a fare una diretta su Facebook con tutti i ragazzi venuti in occasione della partita vinta dall’Arsenal contro il Watford, abbiamo anche realizzato un intervista con due membri del direttivo: Matteo Scarpellini e il segretatio Jek Perani, che ci hanno raccontato come e’ nato il club, le sue attivita’ benefiche, e tra tutti il ricordo commosso di Emanuele Gazzotti, un membro molto attivo del club, morto per una grave malattia, che ha scosso molto i membri del club, e a quale e’ stato dedicato un torneo di calcio.

Di seguito riportiamo l’intervitsa che ho fatto ai due membri del direttivo:

Matteo come e nata l’idea del Club “Italian Gooners”?

Matteo: Storicamente e’ nato nel 2008 quando Max Salerno (il presidente del club), ha creato un blog chiamato “South Italy”, che successivamente diventera’ Italian Gooners. E’ un gruppo nato per raggruppare tutta la totalita’ dei tifosi italiani dell’Arsenal, e per anni abbiamo abbracciato e lavorato su quelle che sono le direttive del club, a cui e’ stato rilasciato un certificato ufficiale di affiliazione da parte della dirigenza dell’Arsenal, che riguardano la beneficenza,  che e’ un nostro fiore all’occhiello.

Jak quando hai aderito al club?

Io sono stato coinvolto nel club dal presidente Max Salerno, al quale avevo chiesto dei biglietti di una partita dell’Arsenal. Faccio parte del club da circa sei anni, e dal primo anno di adesione ricopro il ruolo di segretario, e mi occupo principalmente della gestione dei biglietti, dei contatti e dei pagamenti, perche’ svolgo nella mia vita un lavoro molto simile in un azienda che gestisce ogni tipo di pagamenti. E’ un impegno a cui dedico energie che sottraggo alla mia famiglia e al lavoro, e ne ottengo molte soddisfazioni, come quella di ieri dove ho portato allo stadio trenta persone. E una grande soddisfazione a livello personale perche’ gestire contatti, persone e pagamenti non e’ proprio semplice.

Siamo un bel gruppo, dove ci siamo divisi i compiti, ognuno si rende utile e la macchina funziona benissimo.

Matteo quali sono i vostri progetti benefici?

I nostri progetti per la beneficenza sono molteplici, cerchiamo di aiutare piccole o grandi realta’ variegate a livello di struttura, e cerchiamo di fare il possibile pur essendo un gruppo piccolino, coinvolgendo anche con noi altri Branch di tifosi italiani di squadre di Premier. I nostri progetti principali riguardano due bambini autistici Davide e Diego, che sono i figli di un nostro tesserato, a cui diamo una mano con piccoli sussidi e donazioni, e per il quale abbiamo creato il torneo di calcio, chiamato “We play for Davide e Diego”. Inoltre aiutiamo i tifosi italiani del Sunderland che raccolgono fondi per la piccola Nina, che e’ Italiana ma i suoi nonni sono di Sunderland, e che ha una grave malattia. Per lei abbiamo partecipato a un torneo organizzato per lei dai “Black Cats of Italy”, dove abbiamo raccolto i fondi per aiutarla con le cure. Abbiamo anche adottato una bimba in Brasile alla quel paghiamo una retta mensile. E collaboriamo anche con “Syrian Children”, un associazione che aiuta i bambini che vivovono ai confini con la Syria. Negli ultimi anni la cifra che abbiamo raccolto per questi vari progetti si aggira intorno ai 12000 euro. . Puoi avere tutte le idee del mondo ma se la gente non ti segue e’ un po’ dura per tutti. E sopratutto ci assicuriamo che i soldi che doniamo, vadano direttamente a buon fine.

Mattia quale e’ l’evento a cui sei legato di piu’?

Uno degli eventi organizzati a cui sono legato di piu’, e’ un evento organizzato dal club “Norvegian Gooner”, con il quale c’e’ una bella sinergia, dove uno dei membri che e’ stato uno dei giornalisti storici di “Tele +”, ha organizzato una partita con ex giocatori ed ex leggende dell’Arsenal come Paul Davies, Mick Thomas e tanti altri. Ed in piu’ vi e’ stata anche la presenza del Frontman degli Spandau Ballet Tony Hadley, grandissimo tifoso dell’ Arsenal, che ha partecipato alla partita e alla serata di beneficenza. Pero’ l’evento a cui saro’ sempre legato a livello di Supporters club, e’ quello legato al club di Dover, che secondo me e’ il migliore di tutti i club, per le attivita’ di beneficenza che fa e per il proprio coinvolgimento. E’ anche uno dei club dell’Arsenal che conta piu’ iscritti. E tra l’altro tra due settimane sono anche invitato a partecipare all’evento di quest’anno, una cosa che mi onora molto. Sopratutto perche’ saranno presenti Pat Rice ed Eddie Kelly (che ha realizzato il gol nella finale di FA cup del 1971).

Jak se qualcuno vuole iscriversi al Club e guardare le partite, cosa deve fare?

Puo’ andare sul nostro sito internet, www.arsenalitalia.com, dove trova tutte le informazioni sull’iscrizione. L’iscrizione e’ di 15 euro e si fa tramite un bonifico con postepay, paypall etc, poi riceve una mail con un link dove deve compilare un form con tutti i dati, e una volta compilato entra nel database dei tesserati. Una volta entrato nel database hai diritto a chiedere i biglietti. Sul nostro sito aggiorniamo di volta in volta, quando l’Arsenal mette i biglietti a disposizione per il club. Cosiche’ si puo’ fare la richiesta che noi inseriamo nel database della partita, che andiamo esaminando. E una volta esaminata ti comunichiamo via mail se la tua richiesta e’ stata accettata. Non sempre purtroppo tutte le richieste vengono accettate, lo stadio dell’Arsenal e’ grande, ma le richieste di biglietti sono tante altrettanto. Cerchiamo sempre di potere accontare tutti.

Quale e’ il vostro ricordo piu bello come esperienza di club?

L’esperienza piu’ bella e’ stato il torneo di calcio chiamato “Italian Connection” del 2016. Un torneo che si svolge tra fine maggio e inizio giugno, e vi partecipano tutti i club dei tifosi italiani delle squadre Inglese. Torneo che e’ organizzato dal sito Quellichelapremierleague.com di Fabio Vinciguerra. Nel 2016 grazie a mister Scarpellini e grazie a una serie di partite giocate benissimo siamo arrivati in finale, e abbiamo vinto il torneo, contro ogni previsione, perche’ siamo una squadra che tende a far giocare i propri tesserati, tende a far giocare i veri tifosi dell’Arsenal.

Abbiamo vinto il torneo, ma abbiamo anche una pagina triste per il nostro club, perche’ l’anno successivo a maggio e’ morto Emanuele Gazzotti, che era un nostro tesserato, e che aveva segnato in semifinale con il Tottenham e in finale contro gli Hearts of Italy. Un ragazzo molto legato al club, e ricordarne la sua morte mi si rompe la voce. Mori tre settimane prima dell’inizio del torneo del 2017, e gli organizzatori gli dedicarono questo torneo alla sua memoria. Un’esperienza che ci ha devastato, perche’ era un ragazzo giovane, che conoscevamo per il suo grande impegno per il club, e perche’ partecipava sempre al torneo Italian Connection. Inoltre lo ricordiamo perche’ sognava di potere andare a vedere l’Arsenal a Londra e non aveva mai avuto la possibilita’ di andarci, perche’ essendo uno stuedente non aveva la possibilita’ economica per farlo. Era uno che credeva nel nostro club. Infatti io nel 2017 sono andato a vedere la finale a Wembley contro il Chelsea, e ho portato con me una fascia e una maglia con il suo nome, per portare il suo ricordo con noi in ogni partita.

Quali attivita’ ha in programma il club nei prossimi mesi?

Il 17 novembre ci sara’ il nostro meeting annuale a Bergamo, con il pranzo e varie attivita’ per le quali speriamo in una grossa partecipazione da tutta Italia. Per quanto riguarda le partite ci fregiamo del fatto che, in ognuna di esse minimo due nostri soci sono presenti all’Emirates per sostenere i nostri beniamini.

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Intervista di Ilario a Matteo e Jek