Chi è Romelu Lukaku, l’attaccante per cui Antonio Conte sta facendo carte false per riuscire a portarlo con sé nella nuova esperienza nerazzurra? Lukaku nasce ad Anversa, nel nord del Belgio il 13 maggio 1993. E’ figlio d’arte dal momento che il papà Roger è stato un calciatore professionista della nazionale dello Zaire, trasferendosi poi in Belgio nel corso della sua carriera sportiva. Il piccolo Romelu segue le orme del padre e fin da piccolo inizia a dare calci al pallone. Prima nelle giovanili del Lierse S.K, società calcistica belga con sede nella città di Lier e poi nel top club di Bruxelles, l’Anderlecht. Nelle varie squadre giovanili in cui milita, Romelu segna montagne di reti. La cosa non passa inosservata ai tecnici fiamminghi che a sedici anni lo mettono contratto e pochi mesi dopo, nell’anno 2009, lo fanno esordire in prima squadra.

Gli esordi come professionista

In Belgio, e non solo, si parla di lui come il nuovo Drogba, fuoriclasse ivoriano con cui Lukaku presenta notevoli somiglianze, sia a livello fisico che per caratteristiche tecniche. Ed il Chelsea di Roman Abramovic, nell’estate del 2011, non se lo lascia sfuggire, e se lo assicura versando nelle casse dell’Anderlecht, club proprietario del suo cartellino, la bellezza di 22 milioni di euro. Il ragazzo però è ancora acerbo, un diamante grezzo, e il club londinese lo manda in provincia a farsi le ossa, prestandolo al West Bromwich Albion, squadra delle nelle West Midlands, la parte occidentale dell’Inghilterra centrale. Il giovane Lukaku non delude le aspettative e chiude la sua prima stagione inglese con un ragguardevole bottino di 17 reti su 38 presenze complessive. Nell’estate del 2013 il Chelsea lo riposta a casa per poi girarlo, prima in prestito e poi a titolo definitivo all’Everton, la più antica società di Liverpool, società in cui il belga rimane per quattro stagioni collezionando 166 presenze e ben 87 reti.

Mourinho lo vuole a Manchester

Mourinho si innamora di lui e l’8 luglio 2017 il Manchester United annuncia il suo acquisto per un totale di circa 90 milioni di sterline. La prima stagione, 2017/2018 Lukaku la chiude con 51 presenze complessive e 27 gol, mentre nell’ultima stagione, 2018/2019, il belga mette a segno 15 gol su 45 partite disputate.

Attaccante poliedrico

E ora a volerlo fortemente è Antonio Conte, che lo ritiene uno dei pilastri su cui costruire la sua nuova Inter. Nell’immaginario collettivo i calciatori dotati del suo fisico, 190 centimetri per 96 kg di muscoli e potenza, rimandano all’idea del classico numero nove di un tempo, potente, grande colpitore di testa, adatto a giocare prevalentemente nell’area di rigore, quello che veniva definito “centravanti di sfondamento”. E invece così non è. L’attaccante belga, mancino naturale che sa però calciare anche di destro, a dispetto della sua stazza fisica è un giocatore dotato di grande velocità e agilità, in grado di destreggiarsi oltre che al centro dell’attacco sia da seconda punta che come esterno d’attacco, ruolo in cui viene spesso schierato nella propria nazionale, di cui risulta il migliore marcatore della sua storia con 48 reti segnate.

Prima punta, seconda punta o esterno d’attacco

Questa sua “poliedricità” potrebbe consentire a mister Conte di mettere in campo diverse soluzioni tattiche. In un ipotesi di 3-5-2, modulo particolarmente caro al tecnico leccese, Lukaku potrebbe infatti giostrare sia come prima che come seconda punta. Nel primo caso il belga verrebbe sfruttato essenzialmente per esaltarne le doti di ariete, per quanto riguarda i duelli aerei a tutto campo, per concretizzare i cross in arrivo dalle fasce e per sfruttare la sua innata capacità di saper giocare anche spalle alla porta favorendo l’inserimento in area di rigore delle mezzali. In uno schema di questo tipo, Conte gli affiancherebbe come partner d’attacco un brevilineo tutto scatto, rapidità e fantasia come Lautaro Martinez, andando a formare un tandem d’attacco stile Skuhravy – Aguilera, una delle coppie gol meglio assortite e più spettacolari del calcio italiano anni ’90.

In caso di utilizzo come seconda punta, Lukaku potrebbe invece affiancare nella prima linea nerazzurra Edin Dzeko, altro oggetto dei desideri di mister Conte, qualora il club nerazzurro dovesse riuscisse a chiudere la trattativa con  la Roma. Un tandem d’attacco da favola, costituito da due attaccanti super fisicati ma nello stesso tempo tecnici, rapidi e difficili da contenere anche per le difese più attrezzate. Una linea d’attacco che non avrebbe nulla da invidiare a quelle dei più importanti club europei.

Antonio Conte infine, potrebbe optare come modulo base o come alternativa da adottare in determinate partite, per una linea a tre attaccanti, in un ipotetico 4-3-3 o 3-4-3 stile Chelsea della sua gestione passata. In questo caso, il marcantonio di colore rappresenterebbe una più che valida soluzione schierato anche nel ruolo di esterno d’attacco. Un’ala “atipica”, non certamente da cross dalla linea di fondo, ma in grado di duellare in velocità con il terzino di turno così come di attaccare la profondità per poi rientrare verso la porta scatenando la potenza del suo tiro, piuttosto che creare spazi in area di rigore per gli inserimenti dei propri  compagni, come spesso accade nella nazionale del suo paese.

La trattativa

Un attaccante quindi che, prima di tutto, sa giocare per la squadra, caratteristica quest’ultima che piace molto ad Antonio Conte. Ma nello stesso tempo un bomber dotato di grande famigliarità con il gol, alla luce dei 130 gol segnati con le proprie squadre di club e dei 40 con la nazionale belga. Fisico, tecnica, capacità tattiche e balistiche, corsa, grinta e determinazione, fanno di lui uno degli attaccanti più completi in circolazione. Conte spinge forte per averlo a disposizione fin già dai primi giorni di ritiro e Marotta sta facendo di tutto per accontentarlo. Nei giorni scorsi si è visto nella nuova sede nerazzurra il suo agente, Federico Pastorello. Pare che la parte contrattuale relativa agli emolumenti da corrispondere al giocatore sia già stata definita, sulla base di uno stipendio annuo pari a 6,5 milioni di euro. Ancora in alto mare invece la trattativa con il club inglese titolare del suo cartellino, il cui valore potrebbe aggirarsi su un cifra vicina ai 70 milioni di euro, magari con una formula che comprenda la possibilità di dilazionare il pagamento tra prestito oneroso e obbligo di riscatto da parte dei milanesi.