Comincia il cammino verso la qualificazione a Euro 2020, con un obiettivo chiaro: riscattare la figuraccia fatta con la mancata qualificazione ai mondiali dello scorso anno.

495 giorni. E’ l’arco temporale che va dal 13 novembre 2017, data che ha sancito la mancata qualificazione ai mondiali in Russia, al 23 marzo 2019, giorno dell’esordio dell’Italia nelle qualificazioni a Euro 2020. Da quella maledetta sera sono cambiate molte cose: il presidente della federazione, il C.t, la stessa struttura della squadra è ormai diversa. Di conseguenza, quali risultati dobbiamo aspettarci dalla nostra Nazionale, che ha come compito principale quello di far dimenticare la “figuraccia mondiale”? Proviamo a scoprirlo insieme.

Partiamo dalla base che la Nazionale di Mancini si porta dietro da questi primi 10 mesi di lavoro del commissario tecnico: questo periodo può essere suddiviso in due parti, con la prima che è servita da rodaggio di uomini e schemi, comportando anche qualche risultato negativo (la sconfitta in Portogallo nella Nations League su tutte), e la seconda, caratterizzata dalle ultime partite disputate dall’Italia (in ordine: Polonia, Portogallo e USA), in cui si è intravista, per la prima volta, un’identità specifica della nazionale, fatta di buone trame di palleggio, tante occasioni create ma poca concretezza sotto porta. Inoltre, Mancini sembra già aver scelto i suoi “fedelissimi”, ovvero coloro che sembrano più funzionali alla sua idea di gioco, e vanno lette in questo senso alcune esclusioni eccellenti, su tutte quella di Andrea Belotti, che fino ad ora non sembra rientrare nei piani del C.t e a cui ha anche preferito attaccanti come Lasagna e Grifo. D’altro canto, di sicuro tra coloro ai quali Mancini non rinuncerebbe dobbiamo necessariamente citare due giocatori su tutti, Barella e Zaniolo, da lui considerati i pilastri su cui costruire il centrocampo della nazionale del futuro, e perché no, anche del presente.

Un altro aspetto utile per provare a capire quali risultati potrà ottenere in questo percorso di avvicinamento agli Europei è dato dalle avversarie che l’Italia dovrà affrontare nella fase di qualificazione, e in questo senso, almeno sulla carta, possiamo essere fiduciosi: infatti, ci troveremo di fronte Bosnia, Grecia, Armenia, Finlandia e Liechtenstein (le ultime due saranno le nostre prime avversarie nella fase di qualificazione), squadre assolutamente alla portata, che, però, come ci insegna quanto accaduto circa un anno e mezzo fa, non dobbiamo minimamente sottovalutare, per non incappare in un’altra figuraccia.

Non ci resta, quindi, che guardare, possibilmente con fiducia, all’immediato futuro della Nazionale, ricca di volti nuovi e vogliosi di dimostrare un senso di appartenenza e attaccamento alla maglia che nell’ultimo periodo è sembrato che siano venuti a mancare, e con la speranza di rendere meno ingombrante l’ombra della pagina più buia degli ultimi 60 anni dell’Italia calcistica, provando a rendere quell’azzurro che negli ultimi anni è divenuto troppo opaco, nuovamente vivo. Forza Azzurri!