Bert Trautmann: Dalla Croce di Ferro alla FA Cup.

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Il nostro personaggio di oggi e’ un paracadutista  tedesco che visse una vita davvero avventuruosa. Si tratta di Bert Trautmann; durante la seconda guerra mondiale all’eta’ di 17 anni si arruola nella nella Luftwaffe come paracadutista. Dopo l’addestramento entra a far parte di un corpo speciale che prevedeva l’estremo sacrificio possibile, morire per la patria. E durante la guerra mondiale sopravvive a svariate disavventur; per prima esce illeso e sopravvive a  un bombardamento della città di Arnhem in Olanda, dove rimase sotterrato sotto le macerie per tre giorni. Rimane illeso allo scoppio di una bomba a mano. Riusci a scappare ai vari tentativi di cattura dei russi, dei francesi e degli americani. Per il suo impegno per la causa tedesca fu’ premiato con cinque medaglie, tra le quali una Croce di Ferro. Fu uno dei 90 uomini del suo reggimento, formato da 1.000, che si salvarono.

Verso la fine della seconda guerra mondiale fu catturato dagli inglesi e portato in terra d’Albione. Nelle ore d’aria nel campo di prigionia di Ashton, nel Lancashire, si dilettava a giocare a calcio. Era una neofita di questo sport, e imparo’ a giocare nel ruolo di Stopper . Durante una di queste partite che giocava nelle ore d’aria, si infortunò ad un ginocchio, e decise di mettersi  in porta perché non poteva più correre ma voleva continuare a giocare. Tra i pali l’ex paracadutista si scopri’ un fenomeno, volava e si lanciava come ai tempi della Luftwaffe. Il suo punto di forza era il lancio con le mani, che era cosi forte che raggiungeva il centrocampo e faceva ripartire le sue squadre con micidiali contropiedi.

Nel campo di concentramento vi era un secondino che come secondo lavoro faceva l’osservatore per una squadra di quarta categoria: Saint Helens Town. il secondino lo fece ingaggiare nella squadra, e cosi’ uscì dal campo di reclusione.

Nel 1949 venne acquistato dal Manchester City. Venne nonminato  giocatore dell’anno della FWA nel 1956, perche’ nella finale di FA Cup del 1956 che haha giocato contro il Birmingham City in uno scontro di gioco con Peter Murphy si dislocò 5 vertebre del collo. Nonostante l’infortunio subito continuo’ a giocare. Furono fondamentali le sue parate nella vittoria del Manchester City per il 3-1 finale. A primo acchitto svenne, e venne rianimato con i sali e alla fine dell’incontro, mentre gli consegnavano la medaglia, si lamentava di aver il torcicollo. 3 giorni dopo gli è stato diagnosticato che aveva il collo spezzato.

Successivamente il recupero da tale infortunio richiese parecchi mesi di tempo. Giocò con il Manchester City fino al 1964, totalizzando 545 presenze. Conclusa la carriera calcistica cominciò a fare l’allenatore, allenando squadre prima dei livelli bassi del campionato inglese e poi di quello tedesco, e ha anche allenato alcune nazionali.

Nel 2004 fu’ nominato Ufficiale all’ordine dell’impero britannico.

Nel 2018 e’ uscito un film che racconta la sua vita avventuruosa.

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