Cinico e spietato: il Brasile batte 2-0 la Serbia e agli ottavi sfiderà il Messico!

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Il Brasile vince da grande squadra, non sbagliando l’appuntamento con gli ottavi di finale: quando la palla comincia a pesare, ecco che le big si svegliano. Ed è il caso dei verdeoro questa sera, che grazie al timbro di Paulinho, con il suo marchio di fabbrica dell’inserimento, e di Thiago Silva, porta a casa il match che gli consente di terminare al 1° posto nel girone E, davanti la Svizzera che invece pareggia con la Costa Rica 2-2, e conquistando il primo turno della fase ad eliminazione diretta: sfiderà il Messico, piacevole sorpresa della rassegna iridata che con i suoi contropiedi cercherà di mettere in difficoltà i sudamericani. 
Partita decisa dal talento dei giocolieri della Seleçao, che perde Marcelo dopo 10′ per infortunio, segnando in episodi che decidono difatti l’andamento della terza giornata: progressi rispetto alle prime due partite, soprattutto dopo lo sterile possesso contro gli elvetici o la vittoria nei minuti di recupero contro La Sele. La compagine di Tite incanta a tratti la platea, come il tentato sombrero di Neymar sul portiere serbo apprezzato dal presidente Fifa Gianni Infantino: il gioco non è ancora netto, ma una buona dose di ginga anni ’50 potrebbe aiutare i 5 volte campioni del mondo, già dal match contro il Tricolor in una parte di tabellone interessante. 
Per la Serbia un’uscita amara invece, soprattutto dopo la prima vittoria all’esordio sulla Costa Rica, quando i balcanici la spuntarono per 1-0: anche stasera non ha giocato male, ma il talento e l’esperienza brasiliana ha fatto la differenza, ancora una volta. La squadra di Mladen Krstajic non riesce a migliorare il primo turno della prima partecipazione come nazionale indipendente del 2010: si conclude con l’uscita dai gironi, con una degna figura, di Alexander Kolarov con la fascia sul capitano della nazionale delle Aquile Bianche?

CRONACA
Dopo 10′, Marcelo è costretto ad uscire, quindi Tite fa esordire Filipe Luis: la già lenta manovra offensiva, subisce un brutto colpo. Infatti, la trama prevedibile delle precedenti uscite, si ripete ma i balcanici non fanno molto e nei primi 15 minuti ci sono più sbadigli che altro, considerando che i tagli di Gabriel Jesus e Neymar sono inutili. Allo Spartak Stadium di Mosca  il #9 ci prova, ma Stoijkovic fa una parata strepitosa: ma è proprio il centravanti ex Palmeiras che riconquista palla, serve Coutinho che imbuca il compagno di squadra Paulinho che con un delizioso pallonetto, dopo la mancata marcatura di Kostic, porta in vantaggio la Seleçao. La Serbia è attendista e non crea molto, rimandando tutto alla seconda frazione: Ljajic capisce tutto, intercetta, serve Tadic che con il passaggio di ritorno è impreciso e non permette il tiro dell’attaccante torinese.
Ci prova due volte la Serbia con Milinkovic-Savic a giro e Mitrovic, il cui tiro di testa viene salvato sulla linea da Thiago Silva che al 68′ la chiude di testa su cross dell’amico O’ Ney, con il quale aveva litigato: dopo le deviazioni miracolose del #1 serbo e di Milenkovic della Fiorentina, il Brasile sigilla il match. La Serbia non ne ha più: mentalmente e fisicamente. Quindi Neymar si scatena con le giocate, grazie anche allo schermo di Fernandinho in mezzo al campo, e ci prova: per poco non supera di sombrero il portiere. I tentativi di Coutinho e del 10 si sprecano, ma il Brasile è agli ottavi: next stop, Messico.

MIGLIORE IN CAMPO
THIAGO SILVA 8: Prestazione convincente da parte del centrale ex Milan che con il salvataggio sulla linea sul colpo di testa di Mitrovic e il gol del sigillo del 2-0, mette in cascina la gara portando a casa la qualificazione agli ottavi con il Messico: è tornato il vecchio Capitano?

PEGGIORE IN CAMPO
MILINKOVIC-SAVIC 5: Non indimenticabile il primo big match per il serbo: dopo la sfida Lazio-Inter sembrava esploso definitivamente, ma oggi inventa nel deserto, spesso nascondendosi anche in fase difensiva. Sbilenco l’unico tiro della serata.

Informazioni su Mattia Esposito 120 Articoli
Giornalista sognatore che ama lo sport, dal tennis al calcio, passando per i motori: scrivere per la Storia

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