Stagione 2011-2012 Conte alla Juventus

La stagione 11-12 è stata la stagione di svolta per la società guidata dalla Fam. Agnelli; aver scelto Antonio Conte invece che Mazzarri oppure al costosissimo Villas Boas reduce da una trionfale stagione col Porto, ha permesso al club bianconero di ottenere risultati, che nessuno alla nomina del tecnico salentino, avrebbe mai pensato che potesse conseguire. Eppure Antonio Conte fino a quella nomina non aveva un curriculum di alto rango, Bari Siena le sue uniche esperienze positive entrambe in Serie B. L’unica stagione nel massimo campionato nazionale la ebbe con l’Atalanta per poi dimettersi dopo 13 partite per un diverbio con il capitano di allora Cristiano Doni.

Si approda al 4-3-3 partendo dal 4-2-4

L’impronta che Conte avrebbe voluto dare inizialmente alla Juventus era il gioco che gli aveva permesso di esprimersi bene sia con il Bari che con il Siena; cioè un 4-2-4 all’insegna di verticalizzazioni veloci, ampiezza di gioco e soprattutto caratterizzata da una spiccata fase di transizione difensiva. Un modulo supportato da giocatori come Lichtsteiner, Andrea Pirlo, Giaccherini, Vucinic, Vidal, Eljero Elia, Barzagli e Matri. La maggior parte degli addetti ai lavori credeva che Conte fino alla fine avrebbe portato avanti il suo credo calcistico quando un bel giorno, 11 settembre del 2011 passa dal 4-2-4 al 4-3-3; un cambiamento dettato per cercare di inserire nel gruppo titolare un giocatore che fino ad allora il mister non conosceva bene, Arturo Vidal. 

 

Arturo Vidal

Proprio in quell’11 settembre Conte contro il Parma sostituisce Del Piero con Vidal andando a costituire così il trio Vidal, Pirlo, Marchisio. Bene da quel momento, il tecnico leccese si accorse delle qualità in fase di pressing e inserimento del cileno, che schierò in maniera continua diventando insostituibile. Nasce così il tridente di centrocampo. Muore il 4-2-4.

Dal 4-3-3 ecco l’idea del 3-5-2

L’Idea di cambiare modulo passando dal 4-3-3 al 3-5-2 è stata dettata dal fatto che il mister voleva adattarsi all’avversario che il 29 novembre 2011 era il Napoli di Mazzarri. La squadra partenopea sfruttava al massimo l’ampiezza del gioco con gli esterni Maggio Zuniga; per cercare di limitare questo gioco napoletano, Conte ebbe l’idea di schierare una difesa a tre con Chiellini, Bonucci e Barzagli (ecco che nasce la BBC) e inserire sulle fasce laterali Lichtsteiner ed Estigarribia. Tutto ciò avrebbe permesso alla Juventus di difendere in cinque e contrastare meglio l’ampiezza di gioco partenopea che vedeva in Hamsik il faro delle aperture magiche. Da questa partita Conte non cambia, nasce il 3-5-2 che tanto vorrebbe esportare all’Inter. 

L’ipotetico 3-5-2 nerazzurro.

Fatta una breve disamina di come nasce il 3-5-2 di Conte, ora andiamo a vedere come potrebbe questo modulo adattarsi ai giocatori della rosa attuale interista con i possibili innesti voluti dal mister salentino. Bene partiamo dalla difesa; forse potrebbe essere giudicata una delle migliori difese in Europa quella formata da Godin, De Vrij e Skriniar che va a rispecchiare in toto i pensieri del tecnico leccese: aggressività, fisicità e capacità di lettura del gioco attraverso le marcature preventive. Il centrocampo juventino formato da Marchisio, Vidal e Pirlo dovrebbe essere sostituito da quello nerazzurro Brozovic (Pirlo), Sensi (Marchisio), Barella (Vidal). Sulle fasce laterali al momento l’Inter non dispone di grandi calciatori; Lazaro acquistato da poco è comunque da valutare anche se lo ha voluto proprio Conte e si piazzerebbe sulla fascia destra, mentre a sinistra ritroverebbe Asamoah creato proprio da mister Conte come laterale sinistro ai tempi della Juventus. Nel reparto avanzato non c’è spazio per Icardi.

 

Romelu Lukaku

Il mister vorrebbe a sua disposizione tre centravanti Martinez, Dzeko Lukaku. Fuori dal progetto anche il Ninja Naingolan e il croato Perisic.