Criniti: “Il Napoli deve vincere e Ancelotti è la scelta giusta. La Roma si è molto indebolita. Spalletti? Grande motivatore ma non è una figura vincente”

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L’ex calciatore di Cagliari, Avellino, Catania, Brescia e Perugia, Antonio Criniti, è stato raggiunto da ilcalcio24ore. Con Antonio abbiamo analizzato l’andamento delle principali squadre di serie A – soffermando la nostra attenzione – sul Napoli di Carlo Ancelotti.

“Da allenatore ti dico una cosa: quando si passa da un tecnico all’altro – in questo caso da Sarri ad Ancelotti – c’è sempre bisogno di  un po’di ambientamento. A volte il ritiro non basta e qualche battuta d’arresto  – così com’è successo in qualche partita – poteva starci. Il Napoli – però – ha preso un grande tecnico e ha confermato i migliori calciatori. La squadra sta assimilando le idee del nuovo tecnico. Con Ancelotti sono convinto che vedremo un ottimo Napoli. E’ il principale avversario di questa Juve”.

Criniti fa un po’ il punto sugli altri club: “Non ho mai visto l’Inter come una possibile antagonista dei bianconeri. Vedo in Spalletti un grande motivatore,  ma non una figura vincente. Chi è vincente lo è sempre. La Roma si è indebolita in tutti i reparti. Ancora è incentrato tutto su De Rossi. Inoltre, chi ha detto che Dzeko farà ancora 30 gol come l’anno scorso”.

“La Roma di qualche anno fa; quella di Capello che – secondo me –  è stata la squadra migliore, sarebbe andata a Madrid ad imporre il proprio gioco. Credo ci sia un po’ di confusione anche per Di Francesco, visto che di certo non si attendeva questa involuzione. E’ dura per la Roma, così come per il Milan.  Si tratta di squadre costruite per disputare campionati senza un’idea di vittoria. Sono formazioni che possono fare risultato con la Juve e perdere contro Atalanta e Spal”.

“E’ un discorso di programmazione. Nel calcio i numeri sono importanti fino a un certo punto. Quando giocavo in serie A c’era tanta qualità. Adesso ne vediamo giocare tanti.  Ci sono alcuni calciatori stranieri che non si possono neanche guardare. Si prendono dei perfetti sconosciuti per poi gettarli all’interno di un contesto Milan, abituato ai vari Van Basten, Gullit e Pirlo.  In qualche modo devi  accontentare la piazza con stranieri che nessuno conosce e che in campo non riescono a fare nemmeno due passaggi di seguito”.

“Non puoi limitare il campionato italiano a 2-3 squadre. Anche sull’arrivo di Ronaldo: ci siamo mai chiesti – prosegue Antonio – come mai facesse tanti gol? Io ho una mia analisi: giocava in un campionato dove c’erano soltanto 3-4 squadre. In Italia  – bene o male – ci sono alcuni club bene organizzati, vedi l’Atalanta. Anche quello di Frosinone – ad esempio –  per Ronaldo può diventare un campo difficile. Tra qualche settimana ci sarà il big match tra Juve e Napoli. Anche se è prematuro, potrebbe già dire qualcosa di veramente importante”.

“In tutti i reparti la Juve è una squadra completa, ma il Napoli con una vittoria alimenterebbe ancora di più l’entusiasmo che questi tifosi hanno sempre avuto. Tutto può succedere: io non ho ancora visto nessun marziano sbarcare sulla terra”.

Nel bene o nel male i dati sono pro-De laurentiis: “Le contestazioni al presidente sono relative. Magari può risultare simpatico a pochi, ma sta ottenendo risultati. Ti dico una cosa di quando stavo per venire a Napoli: era il periodo relativo al fallimento; l’epoca del presidente Gallo e dei vari Pasino e Dionigi. Con l’allora direttore sportivo Antonio Iuliano fui chiaro e rifiutai il trasferimento perchè non vi era alcuna certezza. Ricordiamoci – quindi – cosa visse questo club. Ora, invece, questa società sta vivendo un calcio vero”.

“Sono del Sud e comprendo il modo di ragionare dei tifosi. Con l’arrivo di Ancelotti la piazza ha a disposizione un allenatore con una credibilità di livello internazionale. Il Napoli deve ragionare in questo modo: ormai è una squadra europea. Non poteva arrivare un tecnico diverso, oltre al fatto che sono stati trattenuti i calciatori più forti. Non sarà un allenatore dal gioco spettacolare, ma di certo è uno che vince”.

“Il Napoli ha bisogno di vittorie. Attendiamo lo scontro diretto con la Juve e vediamo di che pasta è fatta questa squadra. Nel frattempo, stiamo ammirando un calciatore come Insigne, il quale ha già fatto quattro gol. Vuol dire che si sta sviluppando un tipo di gioco dove certi calciatori vanno a nozze”.

Claudio Donato

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Claudio Donato, giornalista-pubblicista