Curiosita’: Fuga per la vittoria, un film ispirato a una partita vera.

aams-vietato-ai-minori-di-18-anni

Il film americano che molti di noi conosciamo come “Fuga per la vittoria”, ambientato nella seconda guerra mondiale, e che trasmetteva nelle sue scene finali una partita giocata allo stadio olimpico di  Yves du Manoir a Parigi (e’ stato anche lo stadio dove si sono disputate le olimpiadi di Parigi e la fase finale della Coppa del Mondo del 1938, vinta dall’Italia), che vedeva tra le due squadre opponenti i Nazisti e una selezione di prigionieri di guerra in Francia, di cui facevano parte due attori come Stallone e Caine e giocatori reali come Pele’, Moore e Ardiless; e’ stato ispirato a una partita vera che si e’ giocata il 9 agosto del 1942, la cosidetta “partita della morte”.

Si tratta di una partita giocata durante il regime nazista in Ucraina, organizzata dai nazisti a scopo di propaganda.

Le squadre che giocarono questa partita furono la Flakelf, una squadra composta dai migliori giocatori della Germania che in quel momento erano di servizio in Ucraina, e la Start, una squadra composta da un mix delle due squadre piu’ forti di Kiev, la Dinamo e la Lokomotiv. la squadra della Start fu fondata da un ceco nato nell’impero austro-ungarico di nome Kordik, un panettiere con la passione per il calcio. Per formare la squadra assunse nel suo panificio il portiere della Dinamo  Nikolai Trusevich, portiere della Dinamo Kiev, nel suo panificio. Il portiere aveva lavorato per vent’anni come ingegnere panificatore, ma dovette accettare un posto come inserviente: le leggi tedesche gli impedivano, essendo un nemico del Reich, di tornare a esercitare la sua vecchia professione. Fu così che Kordik chiese a Trusevich di andare in cerca dei suoi vecchi compagni, per formare una squadra di calcio del panificio: i giocatori assunti avrebbero ottenuto un posto per dormire, qualcosa da mangiare e una piccola protezione dalle angherie del Reich. Così il portiere riuscì ad allestire la squadra nella primavera del 1942, radunando sia giocatori della «vecchia» Dinamo Kiev che della Lokomotyv Kiev, la seconda squadra della capitale ucraina.

Di quella squadra facevano parte  Nikolai Trusevich, Mikhail Sviridovskiy, Nikolai Korotkikh, Aleksey Klimenko, Fedir Tyutchev, Mikhail Putistin, Ivan Kuzmenko, Makar Goncharenko, Pavel Komarov della Dinamo Kiev, e Vladimir Balakin, Vasiliy Sukharev, Mikhail Melnik della Lokomotyv Kiev.

La squadra del panificio vinse un torneo organizzato dal regime tedesco, in cui vinse tutte le partite segnando 43 gol e subendone solo 8.

Fu cosi’ che il regime per affermare il suo dominio in Ucraina decise di organizzare una partita tra la Flakelf e la Start. Questa partita si era gia giocata durante il torneo e la squadra dei panettieri si impose per 5-1. Un occasione da parte del regime nazista per piegare la supremazia calcistica della squadra ucraina.

La partita venne annunciata con una grande campagna pubblicitaria, manifesti vennero affissi su tutta la città ed i giornali pubblicarono articoli che elogiavano la forza del Flakelf. Prima della partita un arbitro tedesco fece il suo ingresso nello spogliatoio della Start, intimando ai giocatori di fare il saluto «Heil Hitler». Dopo il saluto dei tedeschi, però, i giocatori della Start fecero il saluto che era di costume nello sport sovietico: «Fitzcult Hurà!», «Viva la cultura fisica».

Le gradinate dello stadio erano piene di soldati della Wehrmacht in uniforme e con diverse armi. In un piccolo settore vi erano ucraini, vecchi, donne e bambini. I tedeschi ci diedero dentro da subito e senza mezzi termini, con un gioco violento e provocatorio. I falli dei tedeschi venivano regolarmente ignorati dal direttore di gara, quelli degli ucraini erano segnalati tutti. Un’azione dalla dubbia regolarità, un palese fuorigioco e un calcio in testa al portiere Trusevich in una mischia sottoporta che lo fece rimanere alcuni minuti a terra stordito, permisero ai tedeschi di passare in vantaggio. Ma in meno di venti minuti i giocatori della Start segnarono tre volte. Il primo goal lo fece Kuzmenko da trenta metri di distanza, su punizione. Poi, una doppietta di Goncharenko (con il primo goal frutto di una serpentina in area e il secondo con una mezza rovesciata) portò la propria squadra sul 3-1.

Durante l’intervallo fece il suo ingresso negli spogliatoi un ufficiale delle SS, che cercò di convincere i giocatori della Start a perdere la partita. Nel secondo tempo, dopo uno sbandamento iniziale che permise ai tedeschi di portarsi sul 3-3, lo Start decollò e segnò altre due volte: 5-3. Il difensore Klimenko poco prima del fischio finale dribblò come birilli la difesa del Flakelf, compreso il loro portiere, ma invece di buttare la palla in rete spazzò il pallone il più lontano possibile, verso il centro del campo, evitando la sesta marcatura.

Al termine della partita, i giocatori ucraini si resero conto di aver firmato la propria condanna a morte. Alcune settimane più tardi iniziarono gli arresti. Il primo ad essere portato via fu Nikolai Korotkikh. Korotkikh era un ufficiale in servizio della polizia segreta: fu arrestato il 6 settembre, e morì dopo venti giorni di tortura nel quartier generale della Gestapo in Korolenka Vulycja. Anche gli altri giocatori subirono le torture della Gestapo, prima di essere deportati nel campo di concentramento di Syrec, poco fuori Kiev, amministrato dal feroce Paul von Radomsky, Obersturmbahnführer delle SS. Goncharenko e Sviridovskiy riuscirono invece a fuggire insieme. Tre giocatori persero la vita a Syrec: Kuzmenko, Klimenko e Trusevich, tutti e tre nella stessa occasione. La mattina del 24 febbraio 1943 Radomsky ordinò una rappresaglia per un tentato attacco incendiario al campo. I prigionieri vennero disposti in fila e fucilati. Nikolai Trusevich, mentre la guardia apriva il fuoco, urlò: «Krasny sport ne umriot!», «Lo sport rosso non morirà mai!».

Una partita di cui poco si parla e che dimostra come lo sport puo’ essere un’arma potente anche per combattere i regimi dittatoriali.

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.