Esclusiva ilcalcio24ore.it, Michele Cossato :”Cambiare il format della Coppa Italia, aiuterebbe le piccole società”

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In esclusiva per ilcalcio24ore.it, Michele Cossato, ex bomber di Chievo, Venezia e Verona, con il quale abbiamo parlato della crisi economica del calcio italiano, focalizzandoci sulle categorie inferiori, dove come ogni estate assistiamo a tante società professionistiche destinate purtroppo al fallimento. Nel corso di questa intervista, Michele ci ha spiegato il suo pensiero sull’argomento e una soluzione su come si potrebbe risolvere il problema.

Immagine Tg Gialloblu.it

Ciao Michele, come ogni estate assistiamo a tante società che non ce la fanno ad iscriversi ai campionati professionistici, specialmente nelle categorie inferiori, dove devono far fronte a fidejussioni, contributi e quant’altro. Secondo te quale potrebbe essere la soluzione al problema ?

“A mio avviso una soluzione potrebbe essere quella di cambiare il format della Coppa Italia, che per come è strutturato oggi non ha proprio senso, con le grandi squadre che entrano di scena soltanto nelle fasi finali, quando invece sarebbe stato più giusto  fare come in Fa Cup, dove la grande squadra inglese va a far visita a quella di terza serie o che milita tra i campionati dilettanti, contribuendo a fare cassa e ad aiutate di conseguenza quella società. In Serie C come hai detto giustamente tu, ogni estate assistiamo a diverse società che hanno grossi problemi a iscriversi, magari strutturando la nostra Coppa Italia aiuterebbe queste società a sopravvivere a livello professionistico. Purtroppo non sembra esserci la volontà di voler cambiare le cose davvero, oggi mantenere una società in Serie C è davvero difficile, proprio perché non hanno i numeri di certe piazze, i costi sono troppo elevati e la Lega mette a disposizione poche risorse a disposizione. Chi ce la fa a rimanere a galla, sono quelle poche società che hanno a capo dei presidenti forti economicamente, i quali hanno soldi da investire, mentre gli altri ci provano a loro rischio e pericolo, finendo poi quasi sempre nel baratro dopo aver pagato stipendi elevati, per non parlare poi delle fidejussioni che ti portano a delle pesanti penalizzazioni. L’inserimento delle Seconde Squadre, serve esclusivamente a insabbiare il problema senza andare alla soluzione. Bisogna a mio avviso rifondare tutto in Italia e non solo nel mondo del calcio, eppure basterebbe davvero poco”.

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