Il nostro ospite speciale di oggi e’ Carmen Geraci. Si tratta di una calciatrice di Messina, che allo stesso tempo svolge il ruolo di allenatore di una societa’ giovanile, lo Sporting Atene. E’ una ragazza cresciuta a pane e pallone, influenzata sia dal nonno che dal padre, che hanno sia giocato che allenato in squadre locali messinesi.

Abbiamo scelto Carmen come ospite speciale, in occasione dei campionati di calcio femminile che riprenderanno in questo week end durante le pause internazionali dei campionati maschili, e per scoprire il mondo del calcio visto da un occhio femminile.

Buongiorno Carmen parlaci un po di te.

Sono Camen Geraci, ho 26 anni e vengo da Messina. La passione per il calcio me la hanno trasmessa sia mio nonno che mio padre. E’ una passione che mi porto da sempre, da quando sono bambina; una passione  che coltivo quotidianamente sia come calciatrice, (sono attualmente tesserata per la Ludica Lipari), che come allenatrice delle giovanili dello Sporting Atene Messina.

Il ruolo di allenatrice lo svolgo insieme a mio padre. Lo Sporting Atene mi ha dato sia la possibilita’ di crescere come calciatrice, che di formarmi come allenatrice,  al fine di poter crescere i ragazzi del nostro florido vivaio.

Come sei diventata allenatrice, lo hai chiesto tu o ti e’ stato proposto?

Mi e’ stato proposto mentre ancora giocavo nella squadra. Ho cominciato facendo da secondo allenatore a degli allenatori gia’ esistenti nella rosa della societa’ dello Sporting Atene. Il mio interesse per il ruolo di allenatore e’ cresciuto giorno per giorno. Cosi la societa’, che ha sempre creduto fortemente in me, mi ha dato l’incarico di allenare i giovanissimi.

Ti faccio una domanda secca. La differenza tra allenare i ragazzi e allenare le ragazze?

La differenza sta nel fatto che, quando un ragazzo viene allenato da una donna, in lui sorge una sorta di curiosita’ e soggezione mentre svolge gli allenamenti. Mentre con un allenatore dello stesso sesso, spesso eccede in confidenza e gli puo’ sfuggire il polso della situazione, con un allenatore donna ha una posizione piu’ moderata, e cio’ lo spinge a sua volta a dare molto di piu’ del massimo.

Il tuo progetto e il tuo prossimo obbiettivo come allenatrice?

Il mio prossimo obbiettivo come allenatrice, e’ far crescere i giovani che faranno parte delle mie squadre. Quest’anno mi sono stati affidati i pulcini misti delle annate 2009,2010, 2011; il mio obbiettivo e farli migliorare e crescere senza l’assillo di vincere dei trofei.  Perche’ le coppe e i titoli sono cose a cui non devono pensare a quell’eta’.

Per quanto riguarda il settore giovanile, l’obbiettivo e’ quello di dare un’impronta di gioco, far si che i ragazzi che usciranno dal nostro settore giovanile, saranno ragazzi che sanno giocare a calcio, indipendentemente se faranno parte di squadre importanti o se faranno altre scelte. Ma allo stesso tempo ci piacerebbe toglierci qualche soddisfazione nel nostro campionato, perche’ se una squadra vince significa che e’ pronta per farlo.

Adesso ti chiedo di rispondere a una provocazione. Una leggenda del calcio inglese Jack Charlton ha detto che il calcio e’ una cosa seria, e le donne ne devono stare fuori. Come risponderesti a una frase del genere?

Gli direi che se le donne sono state capaci di partorire i figli, che e’ l’impresa piu’ ardua che si potesse fare, sono anche capaci di vincere un campionato. E lo vincono con la stessa serieta’, se non di piu’ di un uomo. Le donne hanno affrontato cose ben peggiori di vincere un campionato, quindi figurati se non sono capaci di vincere sul campo.

Passando a parlare di calcio femminile, che ne pensi della nostra serie A? Si puo’ migliorare?

Sicuramente ci sara’ un buon margine di crescita. Cosa che abbiamo gia’ notato durante i mondiali femminili in Francia. Il lavoro in questi anni dal punto di vista tecnico e’ stato lodevole, e ne abbiamo raccolto buoni frutti. Ma allo stesso tempo dobbiamo migliorare qualcosa, perche’ come ci ha dimostrato il mondiale, rispetto ad altre nazioni siamo ancora indietro. Ci sono i presupposti per fare bene, poiche’ l’introduzione del professionismo che avverra’ tra poco, potra’ portare quei mezzi tecnici, che porteranno a termine il processo di crescita del movimento.

Segui qualche campionato estero?segui qualche giocatrice in particolare?

Non seguo una squadra in particolare, ma sono una grande estimatrice di Marta Viera. Marta negli ultimi mondiali e’ stata la trascinatrice del Brasile; e lo ha trascinato con una grinta e un carattere che appartengono ai giocatori vecchio stampo. Mi piace prendere esempio da questo tipo di atlete, che hanno dato un grosso contributo alla crescita del calcio femminile in questi ultimi tempi.

Hai seguito i mondiali femminili? Come hai visto la nostra nazionale?Quale altra squadra ti ha impressionato di piu’?

Si li ho seguito i mondiali. Per quanto riguarda la nostra nazionale, le prime partite l’ho vista un po opaca, nonostante abbiamo vinto alcune partite. La cosa che mi ha piu’ impressionato della squadra,e’ la grinta che hanno messo le ragazze; loro hanno sempre cercato di dare il massimo per ottenere la vittoria.

Non mi sarei aspettata che la squadra si amalgamasse subito, ma devo dire che la nostra allenatrice e’ stata molto brava. Mi ha impressionato molto Sara Gama, la nostra capitana, per la grinta che ha trasmesso alle sue compagne. Dobbiamo ripartire da cio’ per le prossime sfide che attenderanno la nostra nazionale, in particolar modo per i prossimi europei in Inghilterra.

La squadra che mi ha impressionato di piu’, e’ stata una delle meno favorite, la Jamaica. Il suo mondiale non e’ andato bene, ma sono rimasta impressionata dal modo in cui hanno giocato. Nonostante perdessero le partite con un grande scarto di gol, giocavano fino al novantesimo senza lamentarsi e senza insultarsi a vicenda; giocavano con quella compattezza e quella coerenza, che e’ difficile trovare nel mondo calcistico femminile di oggi. Mi ha impressionato positivamente la squadra che ha fatto meno meglio, perche’ e’ difficile trovare ragazze che lottano fino alla fine, nonostante il risultato fosse demoralizzante nei loro confronti. A me piacciono le cose negative da cui traggo il positivo, rispetto alle cose super-positive.

Noi ringraziamo Carmen per la sua disponibilita’, e le facciamo un grosso in bocca al lupo per le stagione e per i suoi obbiettivi futuri.