Il dopo gara di Arsenal – Everton: Intervista a Max Troiani, autore del libro London Calling. La storia dell’Arsenal e di un secolo e mezzo di football all’ombra del Big Ben

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Dopo il fischio finale della partita di domenica, io e il mio amico Ilario abbiamo avuto l’onore di avere come gradito ospite Max Troiani.

Un ragazzo appasionato di calcio inglese e scozzese, e autore di un libro chiamato “London calling. La storia dell’Arsenal e di un secolo e mezzo di football all’ombra del Big Ben”, un libro che parla della storia dell’Arsenal.

Max e’ da sempre un grandissimo tifoso dell’Arsenal, che segue la squadra da quando ancora giocava  ad Highbury; il suo libro e’ ricco di aneddoti e di storie legate al mondo dei Gunners, che lui ha fatto conoscere con uno stile di scrittura chiaro semplice e molto divertente. Chiunque abbia letto il suo libro ne e’ rimasto molto affascinato.

Max e’ stato cosi gentile che ci ha concesso una breve chiaccherata nella cornice del pub “The Gunners”, il pub di riferimento dei tifosi dell’Arsenal, che e’ sempre pieno nei giorni delle partite.

Ecco di seguito la nostra intervista:

Max introduci un po’ te stesso ai lettori del blog ilcalcio24ore?

Salve a tutti, ho da sempre la passione per il calcio inglese, il calcio scozzese, il calcio di un tempo degli anni 80 che mi ha fatto appasionare. Un calcio totalmente differente dal calcio attuale, anche se poteva essere affascinante il calcio italiano degli anni 80, quello inglese aveva un qualcosa in piu’, aveva i colori, aveva le “terrace” sempre piene. Negli anni 80 il calcio inglese si viveva un po’ da lontano, perche’ c’era solo il Guerin sportivo come riferimento, e leggendo le pagine di questa rivista ne sono rimasto affascinato, e mi sono portato questa passione fino a oggi.

Quando e’ cominciata la tua passione per l’Arsenal?

Seguo l’Arsenal dall’aprile dell’80, allora avevo undici anni, e vi fu la semifinale di coppa delle coppe tra Arsenal e Juventus, e tutti i giornali italiani dedicavano ampi servizi a colori alla presentazione della partita e alla cronaca della partita stessa, che leggendoli mi facevano appasionare e sognare come se fossi li presente. E nel giorno della semifinale di ritorno l’Arsenal vinse 1-0 e segno un ragazzo sfortunato, Vossen, che di li a qualche anno mori’. Quella partita mi fece conoscere e appasionare all’Arsenal, e da quel momento ho cominciato a seguirla.

Come nasce il tuo primo libro, da cosa e’ nata l’idea di scrivere un libro sulla tua passione per l’Arsenal?

In realta’ questo e il secondo libro; il primo e’ “Celtic forerver”, la storia del Celtic Glasgow, la squadra cattolica di Glasgow avversa ai Rangers che sono protestanti. Comunque ho scritto il libro London Calling, perche’ volevo studiare  e conoscere la storia dell’Arsenal in tutte le sue componenti, sia statistiche che storiche, e da li ho anche avuto la possibilita’ di averlo pure pubblicato, grazie all’aiuto del mio amico giornalista Luca Manes, che mi ha aiutato nella stesura.

Quando e’ stata la tua prima partita vista a Londra? Che emozioni e che ricordi hai di quel giorno?

E’ stato un bellissimo giorno, era il 1994 e avevo raggiunto Londra per la prima volta a 25 anni. L’Arsenal aveva appena vinto la Coppa delle Coppe contro il Parma a Copenaghen, e ad agosto tutta la zona di Arsenal era imbandierata. Io camminavo per le vie di Highbury e sono rimasto incantatato da come ognni finestra di ogni casa fosse piena di bandiere e di vessilli dell’Arsenal. La prima partita e stato il Makita Tournament giocato contro il Napoli e l’Atletico Madrid. E’ stato un giorno molto emozionante, e viverlo in quei giorni dopo la vittroria della caoppa delle coppe e’ stato molto bello.

Visto che come ci hai raccontanto, sei un tifoso che ha visto Highbury. Che differenza c’e’ tra il vecchio Highbury e il moderno Emirates?

Io non ricerco le differenze tra i due, perche’ uno e’ stato fino al 2006 parte della storia, e adesso e’ diventato leggenda. l’Emirates invece sta costruendo ora la sua storia, e metterli a confronto non e’ proprio giusto. E’ vero che uno stadio come Highbury non ci sara’ piu’, ma per i giorni nostri era uno stadio abbastanza desueto, anche una persona di un metro e settanta, negli stand tra est e ovest non riusciva a stare nemmeno seduto, e da qui la necessita’ di costruire uno stadio nuovo era diventata necessaria. Era ovvio che l’Arsenal voleva costruire un nuovo stadio perche’ non poteva ampliare Highbury, poiche’ le facciate delle tribune erano protette dai beni culturali di Londra, e non si ptevano modificiare.

Quale e’ il giocatore a cui sei piu’ legato?

Sicuramente Tony Adams, ma ne potrei nominare pure altri; come David O’Leary che e’ il giocatore che ha fatto piu’ presenze con la maglia dell’Arsenal;  Thierry Henry perche’ ci ha fatto sognare con le sue giocate  e Liam Brady che mi ha fatto innamorare dell’Arsenal, che definirei un campione non solo per le sue qualita’ tecniche, ma anche per le sue qualita’ umane.

Ringraziamo Max Troiani per la sua disponibilita’ e per la sua gentilezza.