Jermain Defoe: un campione anche al di fuori del campo.

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Ieri sera Jermain Defoe e’ stato insignito dell’OBE (Ordine dell’Impero Britannico), per il suo lavoro nel sociale con la Jermain Defoe Association.

Un’onorificenza riconosciutagli anche per l’impegno che l’attacante inglese ha avuto nei confronti di un bambino affetto da Neuroblastoma, un tumore in fase terminale che ha spezzato la vita del piccolo alla tenera eta’ di cinque anni.

Tutto inizio quando Jermain Defoe incontro’ questo bambino in un letto d’ospedale durante la sua militanza nel Sunderland. Il bambino si stava curando per cercare di rallentare il tumore che lo aveva colpito. Per questo bambino era stata mobilitata l’opinione pubblica, e il Sunderland non era stato da meno visitandolo con una delegazione composta da Vito Mannone, O’ Shea, Larsson e per ultimo Defoe, che e’ l’idolo di questo bambino. Il bambino era molto emozionato e’ l’unica cosa che fece fu tenersi il suo campione il piu’ vicino possibile. Il giocatore passa sponaneamente la notte con lui assistendolo e coccolandolo. Da quel giorno nasce un’ amicizia speciale tra loro; Defoe passa molto tempo con il bambino, giocando con lui e accompagnandolo alle visite mediche, e sopratutto impegnando concretamente la sua famiglia tramite la sua associazione benefica. Un gesto venuto spontaneo anche perche’ Defoe conosce bene queste sofferenze avendo perso il padre per un cancro alla gola. E dopo il padre Jermain perdera’ anche il fratellastro, morto a causa di un aggressione avvenuta a Londra. E’ questo il motivo che ha legato Jermain a questo bambino. Qualcosa che e’ andata oltre la solidarieta’ e la vicinanza tra un giocatore e un bambino che lotta contro una cosa piu’ grande di lui. Una amicizia che raggiunge il suo apice il 26 marzo 2017 quando Bradley Lowery e Jermain Defoe guidano la fila dei giocatori che entrano in campo per la partita di qualificazione mondiale tra inghilterra e Ucraina.

l’urlo di Wembley all’ingresso dei giocatori è assordante. Il bambino si porta prima le mani alle orecchie, quasi volesse attutire quel frastuono infernale, poi, arrivato sulla linea di centrocampo, se le passa sugli occhi, incredulo dall’emozione.

Jermain restera’ sempre vicino al suo piccolo amico fino all’8 luglio, giorno della morte del piccolo Bradley.

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