L’ETERNA GIOVINEZZA DI FABIO QUAGLIARELLA

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A 36 anni sta vivendo il momento migliore di tutta la sua carriera, divenendo un punto di riferimento per tutto il mondo del calcio italiano.

Per quello che vale, non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi, puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo.” Questa frase è tratta dal film “Il curioso caso di Benjamin Button”, e spiega alla perfezione quanto sta accadendo a Fabio Quagliarella. Il ragazzo di Castellamare, infatti, sta vivendo il periodo più prolifico della sua carriera all’età di 36 anni; è, attualmente, il capocannoniere del campionato con 21 reti messe a segno, che gli hanno consentito di riprendersi la nazionale a 9 anni di distanza dall’ultima volta, marchiando il suo ritorno in azzurro con una doppietta contro il Liechtenstein, diventando così il marcatore più anziano della storia della nazionale.

Questi numeri, comunque, descrivono solo in parte la grandezza di questo giocatore, capace di vestire una miriade di maglie in giro per l’Italia e di lasciare il segno con ciascuna di esse; tuttavia, è solo negli ultimi due anni che Quagliarella ha trovato quella continuità a lungo inseguita nella sua carriera ma che per diversi motivi non si era ancora vista del tutto. A ciò si deve aggiungere anche la sua abilità innata di essere leader, sia tecnico che carismatico, cosa che in pochi hanno il merito di possedere. Lui sa caricare su di sé il peso di un’intera squadra, trascinandola a suon di gol e consentendo anche a chi gli sta intorno di migliorarsi dal punto di vista tecnico. Non è un caso se la Sampdoria, nei momenti in cui Fabio segna di meno, fa una gran fatica a ottenere buoni risultati.

Tuttavia, non basta solo possedere delle grandi abilità tecniche per essere un punto di riferimento, ma bisogna anche avere dei valori importanti, come ad esempio l’umiltà, che è uno dei pregi maggiormente riconosciuti nel carattere del bomber campano. Su questo ha sicuramente influito anche il suo trascorso personale, in cui ha dovuto far fronte anche a un periodo molto difficile e che l’ha portato lontano dalla sua Napoli, sia fisicamente che sentimentalmente. Non è un caso, però, se dal momento in cui la questione si è risolta, la “Quaglia” ha definitivamente spiccato il volo, con il chiaro intento di non volersi più fermare.

Insomma, l’augurio che tutti gli appassionati del pallone si fanno è che la fase di “invecchiamento” di Quagliarella sia come quella del vino: più invecchia, più migliora.

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