Olimpia Milano: dopo 2 anni, il 28° tricolore è realtà!

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Dopo essere stato avanti 2-0 nella serie, al PalaTrento, l’Olimpia Milano conquista il 28° scudetto della sua storia, confermando la tradizione degli anni pari: un’astinenza di due anni, ormai un’abitudine, dal 2014 ad oggi. La squadra di coach Simone Pianigiani si era complicata la vita, per merito anche dei trentini che hanno venduto cara la pelle sino all’ultimo grazie ad un gruppo giovane e promettente, a cui sono venute le energie fisiche e mentali dopo la sconfitta sulla sirena e la stoppata del MVP Andrew Goudelock in gara 5, proprio da parte di colui che ha segnato 20 punti in gara 6 e confermato l’addio sotto la Madonnina, lasciandosi alle spalle problemi e critiche.
È la vittoria della squadra di proprietà di Giorgio Armani, che si rifà proprio sulle note dell’inno dei GemelliDiVersi “Onore & Gloria”, che spera di proseguire con tale gruppo, al quale si aggiungerà sicuramente Andrea Della Valle dalla Pallacanestro Reggiana. Dopo gli anni d’oro a Siena e i fallimento con l’Italia, il coach senese vince il secondo titolo a Milano dopo la Supercoppa di inizio stagione a Forlì dopo l’esperienza israeliana: si tratta del 6° titolo italico. 

LA CRONACA- Il match è terminato 96-71, chiuso prevalentemente al 3° quarto, anche se il parziale di 7-0 del primo quarto è stato incoraggiante, allungando 10-2 tenendo Cinciarini su Shavon Shields, migliore dei padroni di casa: ma l’americano, dopo le lacrime di gara 5, porta avanti i suoi 15-12 ma Milano stacca di 5 nel primo quarto e grazie a 7/14 dall’arco, chiude 48-33 il primo tempo. La serie è verso Milano, ma Trento ci prova portandosi a -7 ma la fine è inesorabile. La sterilità dell’attacco della squadra di Buscaglia senza Shields costringe Silins e Gutierrez a caricarsi di responsabilità: entrambi rispondono presente con due triple importanti, mentre Sutton si deve sedere per il quarto fallo e Milano chiude il terzo quarto ancora con vantaggio in doppia cifra (56-66). E’ una lenta e inesorabile cavalcata verso il trionfo quella dell’EA7 negli ultimi 10’ di gara 6 e della stagione. Goudelock vuole l’MVP e segna un paio di canestri pazzeschi mentre Kuzminskas si conferma gran tiratore (5/6 da tre) e protagonista di queste finali. I falli condizionano Trento e Milano schiaccia nuovamente l’acceleratore andando a +20 con 5’ sul cronometro. E’ finita! Milano è campione d’Italia per la 28a volta nella sua storia, tornando sul trono tricolore dopo due anni. Il Mini Mamba, dopo una partita e una serie da campione vero, vince il titolo di MVP delle finali. Il trionfo è celebrato dal sindaco Beppe Sala, dall’imprenditore Armani e dai 200 sponsor del club più titolato d’Italia: si ripeterà ancora?

Informazioni su Mattia Esposito 120 Articoli
Giornalista sognatore che ama lo sport, dal tennis al calcio, passando per i motori: scrivere per la Storia

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