Sembrava impensabile fino a qualche settimana fa, ma ora è tutto vero: Fiorentina e Genoa si giocheranno, all’ultima giornata, la permanenza in Serie A.

Probabilmente nemmeno nei loro incubi peggiori i tifosi di Fiorentina e Genoa potevano immaginare uno scenario così apocalittico, a una giornata dal termine del campionato. Due squadre che notoriamente lottano per obiettivi decisamente diversi dalla salvezza, si ritrovano ora in una situazione “drammatica“, sportivamente parlando: la Fiorentina si è messa nei guai da sola, staccando la spina con troppe giornate di anticipo, e ora si ritrova con soli 3 punti di vantaggio sulla terz’ultima, che è proprio il Genoa, anch’esso autore di un vero e proprio suicidio. Mentre entrambe le tifoserie sono pronte a esplodere contro i rispettivi presidenti, la domanda più lecita da porsi è una: com’è stato possibile che si sia creata questa situazione? Proviamo a dare una risposta.

IL CROLLO PSICOLOGICO DELLA VIOLA

Sembra quasi assurdo parlare di lotta salvezza per una squadra che, fino a un mese fa circa, si giocava addirittura la possibilità di andare in Europa. Infatti, non bisogna dimenticarsi che la Fiorentina ha disputato la semifinale di Coppa Italia, dopo aver umiliato nei quarti la Roma con un clamoroso 7-1, e solo l’Atalanta le ha impedito di raggiungere un traguardo straordinario. Per perseguire quell’obiettivo, tuttavia, la viola ha sacrificato il campionato: nel girone di ritorno la squadra ha totalizzato 14 punti, gli stessi del Frosinone, meglio soltanto del Chievo, ottenendo appena 2 vittorie in 18 partite. La società ha provato a dare una scossa alla squadra, esonerando Pioli (con modi molto discutibili) e richiamando Montella. I risultati ottenuti, però, sono imbarazzanti: infatti, da quando l’allenatore campano è tornato alla guida della viola, in 6 partite ha raccolto un solo punto. Numeri da retrocessione.

IL GRIFONE SCHIAVO DEL SUO PRESIDENTE

Rispetto a quella della Fiorentina, la situazione del Genoa è ancora più complicata; ad oggi, la squadra sarebbe retrocessa in Serie B. La cosa che fa più scalpore è che il Genoa si è messo nei guai con le sue stesse mani, o meglio, con quelle del suo presidente; infatti, da quando Preziosi decise, inspiegabilmente, di esonerare Ballardini a ottobre, è stato tutto un susseguirsi di scelte sbagliate, a partire dalla cessione, a metà stagione, di Piatek, che con i suoi gol aveva lasciato il Genoa in una situazione più tranquilla, mentre ora il reparto avanzato fa una fatica tremenda in zona gol, avendone realizzati appena 14 nel girone di ritorno, meglio soltanto del Chievo. Dulcis in fundo, è da qualche giorno emersa la notizia della messa in vendita della società, il che, forse, ha contribuito ancor di più a destabilizzare l’ambiente.

UNA PARTITA CHE SA DI PLAY-OUT

Lo scontro del Franchi sarà un’autentica finale, in cui ci sarà in gioco non soltanto l’onore e la reputazione delle squadre e delle rispettive tifoserie, ma anche il futuro delle due società, che, con un’eventuale retrocessione, si troverebbero costrette a dover ricostruire tutto da zero. Ma vedendo come si sono messe le cose, forse quest’opzione non è così disprezzata dai signori Della Valle e Preziosi…