UNA RONDINE NON FA PRIMAVERA

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Nonostante l’arrivo del calciatore più forte del mondo, la Serie A continua ad essere un campionato mediocre, e i risultati in campo internazionale sono la testimonianza diretta di ciò.

Dalle stelle alle stalle, il passo compiuto si è rivelato essere piuttosto breve. Nemmeno l’arrivo di Cristiano Ronaldo nel nostro campionato è riuscito ad invertire quella tendenza molto preoccupante che da ormai 10 anni a questa parte il nostro calcio ha assunto, frutto di una scarsa competitività e di un livello tecnico alquanto imbarazzante. Ciò ha fatto sì che l’appeal della Serie A crollasse, e, nonostante la presenza dell’asso portoghese, il nostro campionato continua ad avere poco seguito all’estero. La cosa che preoccupa maggiormente è che da questa situazione non sembra se ne possa uscire in tempi brevi, in quanto le istituzioni continuano, ancora oggi, a fare “orecchie da mercante”. E a pagarne le conseguenze sono i milioni di appassionati di calcio.

SCARSA COMPETITIVITA’ E MEDIOCRITA’ TECNICA: INGREDIENTI DEL FALLIMENTO

Dati alla mano, il nostro campionato risulta essere il meno competitivo tra quelli al top in Europa: infatti, il divario che c’è tra la prima e la seconda (20 punti), è il più alto, e le cose andrebbero a peggiorare se considerassimo il distacco che c’è con le altre squadre; inoltre, molte squadre, già a marzo, si ritrovano senza alcun obiettivo da raggiungere, e di conseguenza giocano senza stimoli, “falsando” anche qualche risultato. A ciò si lega anche un livello tecnico generalmente mediocre: molti componenti delle squadre del campionato italiano, infatti, non sembrano essere adeguati alla massima serie, che siano italiani o stranieri. Seguendo questa prospettiva, pare evidente che molte squadre, soprattutto quelle impegnate in campo internazionale, non possano trarre benefici giocando in un campionato strutturato così, poiché il livello delle altre squadre europee è decisamente più alto, e quindi, quando si gioca contro di loro, si deve mettere in campo quel qualcosa in più che, invece, non serve mettere in campo nazionale, e non è detto che ciò avvenga.

IL DISASTRO DELLA CAMPAGNA EUROPEA

La pochezza del nostro campionato si riflette in maniera diretta sui risultati ottenuti nelle competizioni europee dalle nostre squadre: considerandole entrambe, il miglior risultato raggiunto è rappresentato dai quarti di finale, da cui Juventus e Napoli sono state eliminate in maniera abbastanza netta. A far maggiormente rumore è stata l’eliminazione della Juve, considerata da molti tra le favorite per vincere la Champions; per la squadra bianconera vale perfettamente il discorso della poca abitudine a giocare partite di un certo livello, in quanto in Italia non le serve spremersi più di tanto per portare a casa il bottino pieno proprio per la sua netta superiorità sulle altre squadre, e i 20 punti di differenza con la seconda in classifica lo testimoniano. Pronunciarsi sulle altre, invece, sarebbe un po’ come sparare sulla croce rossa…

IL FUTURO IMMEDIATO NON SI PREANNUNCIA ROSEO

Nel corso di questi anni le istituzioni non hanno mai affrontato il problema con la giusta attenzione, sorvolando su alcune questioni ritenute fondamentali da molti, come ad esempio il ritorno al campionato a 18 squadre oppure l’introduzione dei play-out. La Federazione e la Lega hanno preferito concentrarsi maggiormente su discorsi legati a sponsor ed introiti, mettendo in secondo piano quella che è una questione di fondamentale importanza, e che sta uccidendo lentamente e inesorabilmente il nostro calcio. La speranza è che la primavera, prima o poi, arrivi, ma non sarà di certo una sola rondine a portarla.

 

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