Wimbledon 2018: Kerber e Djokovic sono i nuovi reali!

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Si conclude la 132ª edizione del torneo più prestigioso del mondo con la vittoria di Angelique Kerber e Novak Djokovic: la tedesca mette fine al sogno di Serena Williams mentre il 13 volte campione Slam torna in grande stile trionfando su Anderson.

SABATO 14 LUGLIO 2018
FINALE FEMMINILE
WTA: ANGIE KERBER VINCE IL 3° SLAM CON DOPPIO 6-3 CONTRO QUEEN SERENA

La nuova Regina di Wimbledon è Angie Kerber! La tennista di Brema fa suo il 3° Slam dell’anno, prendendosi la rivincita di due anni fa, quando perse contro Serena Williams. Da testa di serie #11, la tedesca conquista il primo trofeo londinese in carriera, dopo aver vinto gli Australian Open e gli US Open nel magico 2016, quando conquistò anche la vetta della classifica WTA e la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio de Janeiro perdendo in finale contro la portoricana Monica Puig. Ha vinto la più giovane delle due, che grazie ad uno schema ben preciso ha battuto colei che ha giocato “per tutte le mamme”, cioè far muovere l’avversaria, oltre alla solita, solida, meravigliosa difesa. La classe 1988 ha vinto il torneo più prestigioso del mondo dopo aver messo in fila Naomi Osaka, Belinda Bencic, Kasatkina e Jelena Ostapenko, prima di sconfiggere proprio la Williams, che invece aveva dovuto battere avversarie ben più modeste come Rus, Tomova, Mladenovic, Rodina, Giorgi e Goerges. È stata proprio la tennista di Macerata ad aver messo maggiormente in difficoltà la testa di serie #25, che dalla posizione 181 ritorna tra le prime 30, 28esima per la precisione rispetto al ritorno in top 5 della tedesca, #4 al mondo da domani. 
La vittoria della bella tedesca è una buona notizia per il circuito WTA, che dà la sensazione di aver fatto qualche passo in più senza la più grande di sempre, rispetto a quello maschile, che come mostrato oggi, tende sempre a dare risalto agli outsider senza i FabFour in grande in forma.
Serena ha fatto comunque un’impresa, considerando che appena 10 mesi fa partoriva e aveva serie di problemi di salute, oltre a 4 operazioni subite: dopo appena 3 tornei e 13 partite ufficiali giocate, si può dire che la classe ’81 può ancora essere protagonista, considerando anche la discontinuità delle teste di serie come mostrato all’All England Club. Purtroppo per lei, oggi i vincenti per accorciare gli scambi non è andato a buon fine: l’intelligenza tattica della tedesca contro l’immobilismo americano è stata autentica protagonista. Resta un tabù il 24esimo titolo Major di Margaret Smith Court: riuscirà mai a raggiungerla?

DOMENICA 15 LUGLIO 2018
FINALE MASCHILE
ATP: NOLE TORNA RE A WIMBLEDON! SAMPRAS DISTA SOLO 1 SLAM

Nole è tornato! Dopo un anno e mezzo fatto di infortuni, crisi di risultati, e, forse coniugali, Novak Djokovic torna a mangiare il campo e l’avversario: sportivamente parlando, è tornato cattivo come i tempi migliori. L’umiltà nel ricomporre il vecchio team, dall’allenatore al fisioterapista, nel mettere in discussione una carriera, che, dopo il 4° Wimbledon, conta 13 Slam: Pete Sampras ora dista solo un Major. Davanti ad un Royal Box gremito di celebrità composto dai reali William e Kate, gli attori Hugh Grant e Tom Holland e gli ex campioni Bjorn Borg e Stefan Edberg, il serbo è tornato a macinare chilometri, come fatto durante il torneo, giungendo in finale in modo silenzioso, battendo il padrone di casa Kyle Edmund, il ritrovato Kei Nishikori e il più in forma del torneo Rafael Nadal in una delle più sfide di Wimbledon, ma anche dei loro 52 scontri. Dopo i trionfi del 2011, 2014 e 2015, con la finale persa nel 2013 contro il beniamino di casa Andy Murray, ecco il trionfo che lo riporta in top 10, con la possibilità di guadagnare altre posizioni considerando che non ha punti da difendere dato che non conclude l stagione dal 2016, quando giunse in finale contro Stan Wawrinka agli US Open. La vittoria arriva in 2 ore e 19 minuti, con i primi due set che sono stati dei monologhi terminati con doppio 6-2 per via di un Kevin Anderson stremato dalle 21 ore di gioco nel corso di queste due settimane fitte, di cui la metà solo negli ultimi due turni contro Roger Federer e John Isner. Il sudafricano, il primo del continente nero a tornare in una finale a Londra dal lontano 1921, gioca una finale molto simile come a quella di Flushing Meadows di settembre contro Rafael Nadal, ma un po’ per la fatica, un po’ per la tensione di giocare nel campo più prestigioso di sempre, la scelta tattica non ha pagato. I due break subiti per set sono stati cruciali, mentre l’inesperienza nel gestire certi momenti come nel 3º set quando ha avuto 4 set point, tutti giunti sul servizio del serbo, che poi ha dominato il tie-break vincendo per 7 punti a 3, portando a casa il 4º Wimbledon. Anderson da lunedì sarà #5 al mondo, ma la lieta notizia è il ritorno del Djoker: la vecchia guardia non molla lo scettro…

Informazioni su Mattia Esposito 120 Articoli
Giornalista sognatore che ama lo sport, dal tennis al calcio, passando per i motori: scrivere per la Storia

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