Il campione svedese è tornato al Milan a distanza di quasi 10 anni dal suo primo sbarco nel mondo rossonero. All’età di 38 anni, Zlatan ha deciso di rimettersi in gioco in quella che lui ha sempre definito casa sua, provocando pareri contrastanti a riguardo. Per alcuni è vecchio, per altri è il “salvatore della patria”: chi avrà ragione?

 

Nessuno a 38 anni ha firmato per un club come il Milan. Se ho firmato per un club così, è perché posso dare ancora qualcosa di importante, se no non mi chiamavano. Posso dare ancora tanto in campo.

Con queste parole, tratte dalla sua conferenza stampa di presentazione, si può riassumere il significato del ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan. Il 38enne fuoriclasse svedese ha deciso di rimettersi in gioco, forse per l’ultima volta in carriera, in quella che lui ha sempre considerato casa sua. Tante cose sono cambiate rispetto a 10 anni fa, quando Ibra sbarcò per la prima volta nella Milano rossonera. Mentre Zlatan si è sempre mantenuto su alti livelli in questi anni, non si può dire la stessa cosa per il Milan, le cui difficoltà sono iniziate proprio dopo l’addio dello svedese nel 2012. Questo ritorno ha suscitato parecchio clamore, con pareri contrastanti: secondo molti può ancora dare tanto, per altri è ormai finito. Ma cosa può dare realmente Zlatan Ibrahimovic al Milan? Proviamo a capirlo.

 

CARISMA ED ESPERIENZA, ASPETTI ORMAI SCONOSCIUTI A MILANELLO

Si sa, la grande fiducia nei propri mezzi, unita a un carisma sconfinato, sono da sempre le doti peculiari di Ibra. Al di là di qualsiasi aspetto tecnico, la cui importanza risulta quasi banale da sottolineare, è proprio l’aspetto caratteriale dello svedese da cui il Milan può trarre beneficio. In questi anni, la squadra ha dimostrato molto spesso delle carenze da questo punto di vista, sciogliendosi come neve al sole nei momenti decisivi. Zlatan, in questo senso, può rappresentare quel faro a cui fare riferimento nelle difficoltà. E per una squadra giovane come il Milan, non è un aspetto da sottovalutare.

 

ETA’ E MLS, INCOGNITE IMPORTANTI

Quelli che non vedono di buon occhio questo ritorno si sono focalizzati maggiormente sul fattore anagrafico. Ovvio, anche l’età può avere il suo peso, ma in Italia, in questi anni, abbiamo avuto tanti esempi di giocatori in grado di sconfiggere anche il tempo (Quagliarella e Toni su tutti). Piuttosto, ciò che può rappresentare un problema è l’adattamento di Zlatan al campionato, nonostante lo conosca bene. Infatti, Ibra viene da un anno e mezzo trascorso negli USA, in cui ha giocato per i Los Angeles Galaxy. E’ chiaro come il campionato americano, a livello di competitività, non possa essere paragonato al nostro, e per questo sarà curioso vedere come lo svedese riuscirà a calarsi nuovamente nella Serie A.

 

ZLATAN E’ ANCORA ZLATAN

Al di là di tutto, è bene comunque ribadire come il solo Ibra, per risollevare le sorti della squadra, non può bastare. Alcune carenze della rosa sono ancora troppo evidenti, e per colmarle c’è parecchio lavoro da fare. Una cosa è comunque certa, e ci ha pensato lo stesso Zlatan a sottolinearla durante la conferenza:

Non sono venuto qui per essere una mascotte. Zlatan è ancora Zlatan.

Bentornato Ibra!